La Nuova Sardegna

Tribunale

Omicidio Cinzia Pinna, Ragnedda chiede la giustizia riparativa: cosa è, cosa prevede e chi l’ha introdotta

Omicidio Cinzia Pinna, Ragnedda chiede la giustizia riparativa: cosa è, cosa prevede e chi l’ha introdotta

L’accesso al modello è possibile in qualsiasi fase del procedimento penale

3 MINUTI DI LETTURA





La richiesta di accesso alla giustizia riparativa avanzata dalla difesa di Emanuele Ragnedda, e respinta nell’udienza preliminare dal giudice, riporta l’attenzione su uno strumento ancora poco conosciuto del sistema penale italiano.

La giustizia riparativa non sostituisce il processo né cancella le responsabilità penali. Si tratta di un percorso volontario che offre alla vittima, alla persona accusata o condannata e, in alcuni casi, anche alla comunità coinvolta, la possibilità di confrontarsi con l’aiuto di un mediatore imparziale, nel tentativo di affrontare le conseguenze del reato. L’obiettivo non è stabilire la colpevolezza o decidere la pena, compiti che restano esclusivamente del giudice, ma favorire il riconoscimento del danno provocato, il dialogo tra le parti e, quando possibile, una forma di riparazione, che può essere materiale o simbolica.

Come funziona

L’accesso alla giustizia riparativa è possibile in qualsiasi fase del procedimento penale: durante le indagini, nel corso del processo, dopo la sentenza e persino durante l’esecuzione della pena.

La partecipazione è sempre volontaria. Nessuna delle parti può essere obbligata ad aderire e ciascuna può interrompere il percorso in qualsiasi momento. Se la vittima non desidera partecipare, il programma può comunque essere valutato in forme diverse, ma il consenso della persona offesa rappresenta uno degli elementi fondamentali nei casi in cui è previsto un incontro diretto.

I percorsi si svolgono attraverso centri specializzati e mediatori formati, che hanno il compito di garantire imparzialità, riservatezza e sicurezza durante gli incontri.

L’eventuale esito positivo del programma non comporta automaticamente sconti di pena o l’estinzione del reato. Tuttavia il giudice può tenerne conto nella valutazione complessiva del comportamento dell’imputato o del condannato, nei casi previsti dalla legge.

Chi l’ha introdotta in Italia

La disciplina organica della giustizia riparativa è stata introdotta con la cosiddetta Riforma Cartabia, entrata in vigore alla fine del 2022.

La riforma prende il nome dall’ex ministra della Giustizia Marta Cartabia, nel governo guidato da Mario Draghi, ed è stata attuata attraverso il decreto legislativo n. 150 del 2022, che ha recepito anche indicazioni provenienti dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa sul rafforzamento dei diritti delle vittime e sulla diffusione dei programmi di mediazione penale.

Prima della riforma esistevano alcune esperienze sperimentali, soprattutto nell’ambito della giustizia minorile, ma mancava una disciplina generale valida per il processo penale ordinario.

Un istituto che continua a far discutere

L’applicazione della giustizia riparativa nei procedimenti per reati particolarmente gravi, come gli omicidi, continua a suscitare un acceso dibattito. Da un lato c’è chi ritiene che possa rappresentare un’occasione di responsabilizzazione dell’autore del reato e di ascolto delle esigenze delle vittime; dall’altro, molte associazioni e familiari delle vittime temono che possa essere percepita come un beneficio concesso all’imputato.

Proprio per questo la legge prevede che ogni richiesta venga valutata caso per caso dal giudice, tenendo conto della natura del reato, delle circostanze concrete e dell’interesse delle persone coinvolte, senza che il ricorso alla giustizia riparativa possa sostituire il normale accertamento delle responsabilità penali.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Tribunale

Omicidio di Cinzia Pinna: Emanuele Ragnedda chiede la giustizia riparativa, il giudice dice no


Meteo

Caldo estremo, attese temperature oltre i 45 gradi: emanata l’allerta regionale – Quando scatta e come difendersi


L’emergenza

Panico in una spiaggia dell’Oristanese, rischia di annegare per recuperare un pallone: l’intervento in extremis di un poliziotto eroe

di Caterina Cossu

La tragedia

Dramma a Platamona, ha un malore e muore davanti ai figli: chi era la vittima


L’incarico

Un’avvocata algherese confermata nel cda di Ferrovie dello Stato: ecco chi è

di Nicola Nieddu

La staffetta

Sassari, nominata la nuova assessora ai Servizi Sociali – Ecco chi è


Il parassita

È in corso un’epidemia di diarrea acuta: che cos’è la ciclosporiasi e come si contrae


Le nostre iniziative
<p>Arcipelago Sardegna</p>

Speciale

Arcipelago Sardegna


<p>Una città e le sue storie</p>

Speciale

Una città e le sue storie