Il gioielliere condannato, la difesa di Melissa Satta: «E se fosse successo a voi? Paese di pagliacci»
La sentenza definitiva nei confronti del commerciante che uccise due rapinatori divide l’opinione pubblica. Selvaggia Lucarelli alla show girl: «A breve su Rai1 con Brumotti»
Milano L'opinione pubblica e la politica si spaccano sulla condanna definitiva del gioielliere Mario Roggero. L'ex velina Melissa Satta denuncia l'insicurezza di Milano e si scaglia contro i giudici, innescando la provocazione di Selvaggia Lucarelli. Mario Roggero è stato condannato in via definitiva per aver ucciso nel 2021 due dei tre rapinatori che avevano assaltato il suo esercizio commerciale. A prendere apertamente posizione a favore dell'esercente è intervenuta la showgirl Melissa Satta, che attraverso i propri canali social ha lanciato un duro atto d'accusa contro la giustizia e le istituzioni.
Lo sfogo social e l'allarme sicurezza a Milano
Attraverso una serie di note pubblicate su X (ex Twitter), la modella ha preso le difese di Roggero, invitando i giudici che lo hanno condannato a mettersi "nei suoi panni" e domandando retoricamente: "Ma se fosse successo a voi?". L'intervento di Satta si è poi trasformato in una più ampia denuncia sul tema della sicurezza urbana, con un riferimento diretto alla città di Milano. La showgirl ha rivelato di essere "terrorizzata da tutto quello che succede" e di essersi sentita in dovere di negare al figlio dodicenne l'autorizzazione per una semplice passeggiata in centro. Nel capoluogo, ha accusato, "se hai il telefono o delle belle scarpe ti prendono di mira, ti picchiano e magari ti accoltellano e ti derubano". Un quadro che l'ha spinta a un'amara riflessione generale sull'Italia, definita senza mezzi termini "un Paese di pagliacci". Secondo la modella, infatti, la percezione è che i delinquenti godano di tutele maggiori rispetto ai cittadini onesti: «Tutti sanno che in Italia possono venire e fare i delinquenti», ha scritto, chiedendosi infine «con che spirito possiamo far vivere una vita normale ai nostri figli» in un contesto in cui si sente parlare esclusivamente di violenze e criminalità.
La stoccata di Selvaggia Lucarelli
Le dichiarazioni non sono passate inosservate e hanno immediatamente innescato la replica della giornalista Selvaggia Lucarelli. Condividendo su X e nelle storie di Instagram una delle note pubblicate dalla modella, la firma de Il Fatto Quotidiano ha affidato ai social una netta provocazione: "A breve un programma su Rai 1 in coppia con Brumotti". Non si tratta del primo scontro a distanza tra le due: già nel 2024 Lucarelli aveva pubblicamente accusato la showgirl di non aver saldato una ditta di pulizie intervenuta presso la sua abitazione, proponendo in cambio della prestazione una visibilità pubblicitaria sui social.
Il fronte della solidarietà e l'ipotesi della grazia
Mentre sui social si consuma il dibattito tra volti noti dello spettacolo, la condanna definitiva – arrivata il 18 luglio – ha mobilitato un ampio fronte istituzionale e civile a sostegno del gioielliere. Tra le voci di protesta contro la decisione degli ermellini figurano esponenti politici come Matteo Salvini e Roberto Vannacci, il calciatore Mattia Zaccagni ed Emanuele Filiberto. Quest'ultimo, in un intervento sul Corriere della Sera, ha duramente criticato la sentenza, giudicandola "distante dal comune sentire di giustizia" poiché l'esercente si sarebbe trovato a dover reagire in pochi istanti "a un pericolo reale e non ipotetico". Attualmente è attiva una petizione per chiedere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la concessione della grazia. Sul tema è al lavoro anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, sebbene il Quirinale abbia diramato una chiara precisazione sottolineando come tale facoltà spetti in via del tutto esclusiva al Capo dello Stato. Nonostante la mobilitazione, l'iter della giustizia ha fatto il suo corso: nel pomeriggio di venerdì 17 luglio, Mario Roggero ha varcato le porte del carcere milanese di Bollate per costituirsi, non risparmiando tuttavia dure polemiche indirizzate sia ai magistrati giudicanti che al Presidente Mattarella.
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