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Il salvataggio

Matteo Garrone dona 300mila euro e salva Massimo Ceccherini dal crac: debiti per 1,4 milioni dopo anni di gioco d’azzardo

Matteo Garrone dona 300mila euro e salva Massimo Ceccherini dal crac: debiti per 1,4 milioni dopo anni di gioco d’azzardo

Il tribunale di Firenze ha omologato il concordato per l’attore. Pagherà 500 euro al mese per quattro anni

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Firenze La donazione di 300mila euro del regista Matteo Garrone ha permesso a Massimo Ceccherini di raggiungere un accordo con il fisco e con le banche, chiudendo un’esposizione debitoria che aveva sfiorato un milione e 400mila euro.

Il tribunale di Firenze ha omologato il concordato presentato dall’attore toscano, stabilendo un piano che prevede il pagamento di 500 euro al mese per quattro anni. Decisivo è stato l’intervento di Garrone, con il quale Ceccherini aveva collaborato alla sceneggiatura del film “Io capitano”.

L’artista aveva fatto ricorso al cosiddetto “concordato minore con assuntore”, uno degli strumenti previsti per affrontare le situazioni di sovraindebitamento. La procedura consente di regolare le somme dovute anche attraverso il contributo economico di una terza persona.

Nel provvedimento, il giudice ha ricostruito anche la vicenda personale di Ceccherini. Con il sostegno della compagna, l’attore avrebbe intrapreso un percorso sanitario rivolgendosi al Serd, dove gli sarebbe stato diagnosticato un disturbo da gioco d’azzardo.

Proprio la dipendenza dalle scommesse viene indicata come la principale causa della crisi economica e dell’accumulo dei debiti. Secondo il tribunale, la condotta dell’attore non sarebbe stata caratterizzata da colpa grave, perché le sue decisioni finanziarie sarebbero state condizionate da una patologia clinicamente documentata, capace di comprometterne la capacità di autodeterminazione.

Dalla ricostruzione contenuta nel provvedimento emerge una dipendenza protrattasi per anni. Nel solo 2006, Ceccherini avrebbe prelevato 32mila euro nell’arco di tre mesi, destinandoli alle scommesse. Una situazione che sarebbe proseguita negli anni successivi, anche durante i periodi in cui l’attore riceveva nuovi ingaggi professionali, e che più recentemente si sarebbe estesa anche al gioco online.

La dipendenza, descritta dallo stesso Ceccherini nel libro autobiografico pubblicato nel 2025 come la “bestia del gioco”, avrebbe quindi inciso profondamente sulla sua vita personale ed economica. Per il tribunale, l’artista ha attraversato un periodo particolarmente difficile, durante il quale la patologia avrebbe compromesso la possibilità di rispettare regolarmente i propri impegni finanziari.

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