Giornalista bruciato vivo, svolta nelle indagini: fermato il presunto assassino di Luca Esposito
I carabinieri lo hanno individuato e sottoposto a fermo di indiziato di delitto
Il presunto assassino di Luca Esposito, il giornalista pubblicista di 53 anni trovato morto e poi dato alle fiamme in un terreno di Eboli, è stato arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Salerno con il supporto del Ros e dei Cacciatori di Puglia. Il 26enne, di nazionalità tunisina, si nascondeva in un casolare abbandonato nella zona di Bivio Santa Cecilia, a Eboli. Al momento del fermo aveva con sé alcuni effetti personali della vittima, tra cui carte di credito e documenti.
Le indagini, sviluppate attraverso l'analisi delle immagini di videosorveglianza e dei dispositivi elettronici sequestrati nell'abitazione di Esposito a Lancusi di Fisciano, hanno permesso di ricostruire gli ultimi spostamenti del giornalista. Gli investigatori ritengono che il delitto sia maturato nell'ambito della sua vita privata e che la vittima fosse arrivata sul luogo dell'omicidio in auto insieme al presunto killer.
Gli accertamenti hanno inoltre portato alla luce diversi aspetti poco chiari della vita di Esposito. Alcune delle qualifiche che avrebbe dichiarato, come incarichi alla Regione Campania, all'Arpac o la professione di biologo, non avrebbero trovato riscontro. Anche il presunto matrimonio di cui parlava sarebbe risultato inesistente. L'unico elemento confermato è la sua iscrizione all'Ordine dei giornalisti, nell'albo dei pubblicisti, dal 2012.
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