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Il contenzioso

Emilio Fede, esplode ancora lo scontro sull'eredità: le figlie tornano davanti al giudice

Emilio Fede, esplode ancora lo scontro sull'eredità: le figlie tornano davanti al giudice

Prosegue la battaglia legale sul patrimonio dell'ex direttore del TG4 e della moglie Diana De Feo: il prossimo passaggio davanti al Gip sarà decisivo

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Non si placa il contenzioso giudiziario tra Simona e Sveva Fede per l'eredità lasciata da Emilio Fede e dalla moglie b. La figlia maggiore ha infatti presentato opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, chiedendo che la sorella venga rinviata a giudizio. Il prossimo passaggio è fissato per il 7 dicembre davanti al giudice per le indagini preliminari, che dovrà decidere se confermare l'archiviazione oppure disporre ulteriori approfondimenti.

La vicenda non è ancora arrivata alla fase processuale. L'udienza servirà infatti a stabilire se le contestazioni mosse da Simona Fede abbiano rilevanza penale o se, come sostenuto dalla Procura, la disputa debba essere affrontata esclusivamente in sede civile.

Il patrimonio al centro della disputa

Lo scontro riguarda la gestione dell'eredità dell'ex direttore del TG4 e della giornalista ed ex senatrice Diana De Feo. Tra i beni finiti al centro del contenzioso c'è Villa Lucia, la residenza affacciata sul Golfo di Napoli che, secondo Simona Fede, avrebbe dovuto poter utilizzare in virtù delle disposizioni testamentarie.

Nella controversia rientrano anche altri immobili di famiglia, tra cui una proprietà a Capri e alcuni beni situati nell'area dei Castelli Romani.

Le accuse della primogenita

Secondo Simona Fede, la sorella Sveva avrebbe assunto il controllo del patrimonio familiare in modo difforme rispetto alle volontà espresse dalla madre. La primogenita sostiene inoltre che all'appello manchino beni di notevole valore economico, tra cui milioni di euro, gioielli, argenteria e opere d'arte il cui valore complessivo sarebbe stimato intorno ai 400 mila euro.

Sveva Fede respinge però tutte le contestazioni. Le indagini svolte finora hanno portato la Procura a chiedere l'archiviazione del procedimento, ritenendo che non emergano profili di rilevanza penale. Simona, tuttavia, ha deciso di opporsi a quella richiesta, rimettendo ora la decisione al giudice, che il 7 dicembre sarà chiamato a stabilire se chiudere definitivamente il fascicolo o consentire la prosecuzione dell'azione penale.

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