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La scoperta

Nei palazzi di Vienna il ritratto di Moro, lo stallone dell’imperatore arrivato dalla Sardegna

Nei palazzi di Vienna il ritratto di Moro, lo stallone dell’imperatore arrivato dalla Sardegna

Proveniente dalle scuderie di Carlo VI, potrebbe essere il ritratto più antico che si conosca di un cavallo sardo trovato in un castello

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Nella "stanza dei cavalli" del castello barocco di Schönbrunn a Vienna sono esposti i ritratti degli stalloni dell'imperatore Carlo VI, sovrano del Sacro Romano Impero dal 1711 al 1740. Appassionato di equitazione, Carlo VI possedeva circa 800 cavalli, gestiva personalmente la selezione genetica e fondò le scuderie imperiali e la Scuola di Equitazione Spagnola. Tra i dipinti spicca un ritratto del 1723 di Johann Georg de Hamilton che raffigura Moro, uno stallone nero nato nel 1712. A svelarlo è il curatore del museo di carrozze imperiali a Vienna, Mario Döberl: «Moro era un cavallo di razza spagnola, tipologia allora considerata ideale per i sovrani per eleganza e docilità, ma proveniva dalla Sardegna. Il quadro rappresenta la più antica raffigurazione nota di un cavallo sardo di cui si conoscano nome e storia, mostrando la tipica morfologia barocca dell'epoca con tronco massiccio, collo a cigno e testa montonina».

Moro era alto 145 cm al garrese, aveva un marchio a fuoco a forma di croce sulla coscia e, tra il 1721 e il 1726, generò 23 puledri nell'allevamento imperiale di Halbturn. Nelle scuderie di Carlo VI sarebbe stato presente anche un secondo stallone sardo di nome Gran d'Oro – svela sempre il curatore – un falbo nato nel 1709 che riprodusse solo nel 1718 con scarsi risultati e di cui non rimangono ritratti. La presenza di questi animali a Vienna si spiega con ragioni politiche, dato che Carlo VI fu re di Sardegna tra il 1708 e il 1717 durante la guerra di successione spagnola e i nobili sardi giunti a corte favorirono l'importazione dei cavalli. Anche se i registri incompleti non permettono di verificare se il sangue di Moro sia giunto fino ai moderni Lipizzani, il dipinto testimonia il prestigio storico dell'allevamento sardo.

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