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Il caso

“Polinesia terra dei sogni” col mare da favola della Sardegna: la pubblicità fake fa il giro del mondo

di Caterina Cossu
“Polinesia terra dei sogni” col mare da favola della Sardegna: la pubblicità fake fa il giro del mondo

Nella vetrina di un viaggio da 8.500 euro compare ancora la celebre spiaggia della costa orientale ritoccata

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Per andare in Polinesia servono ore di volo e, nel caso del pacchetto pubblicizzato, almeno 8.500 euro. Per trovare uno dei panorami utilizzati per promuoverla, invece, basta arrivare in Sardegna. A Cala Luna, per la precisione. Poi servono soltanto qualche palma, un isolotto tropicale e una canoa, aggiunti con un generoso intervento di fotoritocco. La curiosa immagine compare ancora oggi sul sito di Pianeta Gaia, nella pagina dedicata al viaggio “Polinesia, la Terra dei Sogni”. In mezzo alle fotografie di lagune, bungalow e acque turchesi spunta una grande grotta affacciata sul mare. Oltre l’apertura nella roccia, però, c’è un perfetto paradiso dei mari del Sud: sabbia candida, palme, un piccolo isolotto e un’imbarcazione che galleggia sull'acqua cristallina. C’è solo un problema: quella grotta è sarda. Si tratta di una delle caratteristiche cavità di Cala Luna, nel Golfo di Orosei. Il paesaggio oltre la roccia è stato invece trasformato per regalargli un'aria decisamente più polinesiana. L’immagine rimaneggiata non nasce sul sito dell'agenzia. Si trova anche su Pixabay, pubblicata con il titolo “Grotta, Lonely Island, Polinesia”. Da lì è finita nella vetrina di un viaggio dall’altra parte del pianeta.

E qualcuno se n’era accorto già parecchio tempo fa. Nel 2024 un utente aveva segnalato formalmente il caso alle amministrazioni interessate. Al Comune di Baunei la pec venne acquisita al protocollo l'8 novembre 2024, al numero 10366, con un oggetto piuttosto eloquente: «Cala Luna spacciata per Polinesia da un'agenzia di viaggi torinese». La ricevuta del Comune certifica dunque che la segnalazione arrivò regolarmente a destinazione. Poi, però, niente. Da Baunei non sarebbe seguito alcun riscontro dopo la protocollazione e da Dorgali non sarebbe arrivata risposta. Nel frattempo la fotografia ha continuato tranquillamente la sua vita digitale e ancora oggi compare nella pagina che presenta il viaggio. Il risultato ha qualcosa di paradossale.

Per anni la Sardegna ha cercato di raccontare le proprie spiagge paragonandole ai paradisi dall'altra parte del mondo. Questa volta il viaggio è stato fatto al contrario: per vendere la Polinesia è bastato prendere in prestito Cala Luna. E siccome evidentemente il Golfo di Orosei non era abbastanza esotico, sono arrivate anche le palme.

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