Morte Mattia Maestri, cos’è la Seu e quali sono i rischi del latte crudo per i più piccoli – Le raccomandazioni
È necessario fare attenzione anche ad altri alimenti
La morte di Mattia Maestri, il bambino rimasto in coma per nove anni dopo aver contratto a quattro anni un’infezione da Escherichia coli produttore di Shiga-tossina (Stec), riaccende l’attenzione sui rischi legati al consumo di latte crudo e di altri alimenti non controllati, soprattutto nei più piccoli. Proprio su questo tema il ministero della Salute ha diffuso un video divulgativo sul proprio canale Instagram, nel quale la pediatra nefrologa Marina Vivarelli, componente del Consiglio superiore di sanità, invita le famiglie alla prudenza.
«In estate bisogna fare attenzione al latte crudo, che per i bambini più piccoli può essere pericoloso», spiega Vivarelli. «All’interno del latte crudo ci possono essere dei batteri, in particolare la tossina Stec che nei bambini più grandi può causare una semplice gastroenterite, mentre in quelli molto piccoli può provocare una complicanza piuttosto grave, la Seu, sindrome emolitico-uremica».
La lieve riduzione del contenuto vitaminico dovuta alla pastorizzazione, spiegano dal ministero, è ampiamente compensata dalla maggiore sicurezza microbiologica del prodotto. Per questo è obbligatorio informare i consumatori che il latte crudo va consumato solo dopo bollitura, trattamento che, così come la pastorizzazione, elimina il rischio legato ai batteri patogeni. Anche negli agriturismi, infine, il latte non può essere servito crudo, ma deve essere preventivamente bollito.
La sindrome emolitico-uremica (Seu) è la più grave complicanza dell’infezione da Stec e colpisce soprattutto i bambini in tenera età. La malattia può provocare insufficienza renale acuta e danni ad altri organi, richiedendo spesso il ricovero ospedaliero e, nei casi più severi, lasciando conseguenze permanenti. L’appello della specialista non riguarda soltanto il latte crudo. «Bisogna fare attenzione ai liquidi non controllati, come la classica acqua del pozzo, e poi a carne, uova e pesce che non siano completamente cotti», sottolinea.
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