Un razzo SpaceX si schianterà sulla Luna: il lampo visibile dalla Terra – Ecco quando e come vederlo
L’impatto è previsto mercoledì vicino al cratere Einstein: telescopi e sonde pronti a osservare il fenomeno
Roma Un razzo di SpaceX sta per concludere il suo viaggio schiantandosi sulla Luna. Mercoledì 5 agosto, alle 6.34 UTC, le 8.34 in Italia, lo stadio superiore ormai inutilizzato di un Falcon 9 dovrebbe colpire la superficie lunare nei pressi del cratere Einstein, vicino al margine illuminato visibile dalla Terra. L’impatto non è stato programmato, ma offrirà agli astronomi una rara occasione per osservare una collisione della quale sono conosciuti in anticipo traiettoria, massa e velocità.
Il componente, lungo circa 12 metri e pesante all’incirca quattro tonnellate, era stato impiegato nel gennaio 2025 per portare verso la Luna i lander Blue Ghost 1 e Hakuto-R Resilience. Rimasto in un’orbita molto ampia e instabile attorno alla Terra, raggiungerà il suolo lunare a 2,43 chilometri al secondo, pari a circa 8.750 chilometri orari. L’energia liberata sarà di 11,8 gigajoule, equivalente a quasi tre tonnellate di tritolo.
Gli studiosi si attendono un lampo di durata inferiore a un secondo e, subito dopo, una nube di polvere e frammenti. Il bagliore potrebbe essere troppo debole per essere rilevato, soprattutto perché l’impatto avverrà sulla parte della Luna illuminata dal Sole. Qualora venisse registrato, sarebbe però il primo lampo d’impatto confermato sulla superficie lunare in piena luce: fino a oggi questi fenomeni sono stati osservati soltanto sul lato immerso nell’oscurità. Non sarà comunque visibile a occhio nudo e serviranno telescopi dotati di camere capaci di riprendere un elevato numero di fotogrammi al secondo.
Le condizioni più favorevoli si avranno nelle Americhe, dove l’impatto avverrà durante le ore notturne e la Luna sarà sopra l’orizzonte. In Italia sarà già giorno e l’osservazione risulterà quindi molto più difficile, anche con strumenti adeguati. Per questo gli astronomi invitano osservatori professionali e appassionati a registrare il fenomeno e a condividere immagini, video e misurazioni.
Una simulazione coordinata da William Jo, ricercatore dell’Università del Texas, mostra che il razzo non si comporterà come un meteorite compatto. La struttura, in gran parte cava, dovrebbe accartocciarsi durante l’urto, sollevando una cortina larga e relativamente bassa di detriti e un getto centrale più sottile e verticale. Nel modello vengono espulse circa 12,8 tonnellate di materiale lunare: la parte principale della nube potrebbe raggiungere un’altezza di 15-20 chilometri, mentre le particelle più veloci potrebbero salire fino a 75-100 chilometri.
Si tratta, tuttavia, di una previsione preliminare. La simulazione considera un razzo perfettamente verticale e orientato con il motore verso il suolo, mentre la traiettoria reale dovrebbe formare un angolo di circa 34 gradi rispetto alla verticale e non è possibile stabilire in quale posizione si troverà il veicolo al momento dello schianto. Forma, altezza e luminosità del pennacchio potrebbero quindi essere molto diverse da quelle calcolate.
L’urto dovrebbe aprire un cratere largo tra 20 e 30 metri e profondo circa cinque. Non è escluso che il razzo si spezzi poco prima della collisione e produca due cavità separate. Le dimensioni saranno troppo ridotte per essere osservate direttamente dalla Terra, ma potranno essere confrontate con le immagini raccolte prima e dopo l’impatto dal Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa e dalla sonda sudcoreana Danuri.
Non sarà il primo veicolo artificiale a cadere sulla Luna: sonde e stadi di razzi sono stati fatti precipitare intenzionalmente fin dall’epoca delle missioni Apollo, mentre nel 2022 un componente attribuito al programma lunare cinese produsse accidentalmente un doppio cratere sul lato nascosto. La collisione del 5 agosto sarà però osservabile sul lato rivolto verso la Terra e consentirà di mettere alla prova i modelli sulla formazione dei crateri, sulla diffusione della polvere e sui rischi che futuri detriti spaziali potrebbero rappresentare per astronauti e infrastrutture lunari.
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