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Perché le zanzare pungono sempre le stesse persone: un nuovo studio cerca di fare luce – I risultati

Perché le zanzare pungono sempre le stesse persone: un nuovo studio cerca di fare luce – I risultati

Alcune specie sarebbero attratte più di altre da specifici odori corporei

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È una scena comune nelle sere d'estate: c'è chi viene preso d'assalto dalle zanzare e chi, seduto allo stesso tavolo, sembra essere completamente ignorato. Per anni la scienza ha cercato di spiegare perché, individuando tra i fattori determinanti gli odori corporei, l'anidride carbonica emessa con il respiro, il calore della pelle e il microbiota cutaneo. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista iScience aggiunge però un elemento finora poco considerato: non tutte le zanzare scelgono le loro vittime allo stesso modo.

Le differenze tra le specie

I risultati evidenziano che le preferenze cambiano in base alla specie. La Aedes aegypti, nota come zanzara della febbre gialla, è risultata maggiormente attratta dagli uomini rispetto alle donne. Nessuna differenza tra uomini e donne è invece emersa per la zanzara tigre (Aedes albopictus) e per la Culex quinquefasciatus. Per lo studio sono stati coinvolti 119 volontari. A ciascuno è stato chiesto di inserire il braccio sinistro in una speciale camera olfattiva, chiamata uniport, mentre sul lato opposto erano collocate le diverse specie di zanzare. Poiché le Culex quinquefasciatus pungono esclusivamente di notte, i partecipanti hanno indossato maniche di nylon capaci di trattenere l'odore della pelle, successivamente utilizzate negli esperimenti. I ricercatori hanno inoltre raccolto campioni dell'odore corporeo e del microbiota cutaneo dei volontari per analizzarne la composizione chimica e individuare i composti associati a un'elevata o ridotta attrazione per le diverse specie.

I composti associati all'attrazione

"Abbiamo ad esempio osservato che l'attrazione di Aedes aegypti e Cx. quinquefasciatus è stata associata all'assenza di odori come alcoli ciclici e monoterpeni, mentre l'attrazione di Aedes albopictus è stata associata alla presenza di chetoni", spiegano gli studiosi. "Ciascuna specie di zanzara ha mostrato risposte distinte alle singole persone, evidenziando sia segnali unici che condivisi nell'individuare chi pungere". Secondo gli autori, questi risultati suggeriscono che le zanzare dei generi Aedes e Culex abbiano sviluppato modalità differenti di percepire gli esseri umani. "Identificando le firme molecolari dell'attrazione delle diverse specie, possiamo fornire informazioni utili alla progettazione di repellenti di nuova generazione", concludono i ricercatori. "Queste informazioni possono anche fungere da indicatori del rischio di punture di zanzara specifiche per ciascuna specie".

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