Le infrazioni dei cafoni del mare: barche troppo vicine alla spiaggia e sosta nelle acque proibite
In mare le motovedette della direzione marittima del Nord Sardegna
Olbia C’è chi butta l’ancora proprio là dove non dovrebbe, perché quel tratto di mare, a duecento metri dalla spiaggia, è il regno dei bagnanti che in quelle acque possono rilassarsi e nuotare in sicurezza. C’è pure chi, in barba a ogni divieto ma anche al buonsenso, decide di fare il bagno nei paradisi a tutela integrale, perle della natura belle da togliere il fiato dove è proibito transitare e sostare. Spostandosi dal mare alla terraferma, c’è poi una brutta abitudine dura a morire, soprattutto ad agosto, quando aumenta il flusso dei vacanzieri e gli spazi in spiaggia si restringono: è quella di giocare d’anticipo e lasciare piantati gli ombrelloni dalla sera prima. I cosiddetti “ombrelloni segnaposto”, pratica tanto diffusa quanto vietata. Sono alcune delle infrazioni che vengono commesse con maggiore frequenza da bagnanti e diportisti che solcano il mare o si godono le spiagge lungo la costa che ricade nell’ambito della Direzione marittima del nord Sardegna, da tre anni coordinata dal capitano di vascello Gianluca D’Agostino. Un’area vastissima che si snoda per ben 1057 chilometri, da Porto Tangone, a sud di Alghero, fino a Capo di Monte Santu, nel territorio comunale di Baunei. Al suo interno, quattro aree marine protette più il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena.
Dal 16 giugno, così come avviene ogni estate, ha preso il via l’operazione “Mare e laghi sicuri” (attiva fino al 20 settembre), la storica campagna estiva del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera, dedicata alla sicurezza della navigazione, alla salvaguardia della vita umana in mare e alla tutela dell’ambiente marino. L’obiettivo è rendere la stagione estiva più sicura e serena per cittadini, turisti e diportisti attraverso l’intensificarsi di controlli e pattugliamenti in mare e a terra. In un mese e mezzo di attività, dal 16 giugno al 2 agosto, la guardia costiera ha elevato 324 sanzioni amministrative. I primi dati relativi agli interventi eseguiti, delineano le infrazioni che vengono commesse più spesso nei nostri litorali. «Quella più ricorrente è il transito e la sosta delle imbarcazioni nella fascia riservata alla balneazione – spiega Rosario Morello, capo reparto operativo della Direzione marittima di Olbia –. L’ordinanza di sicurezza balneare prevede che le unità a motore debbano stare ad almeno 200 metri dalla spiaggia e a 100 metri dalle coste rocciose a picco. Queste distanze spesso non vengono rispettate, soprattutto dalle piccole imbarcazioni che invadono le acque riservate alla balneazione, o navigando o buttando l’ancora magari a 80, cento metri».
C’è da dire che spesso chi viola questa disposizione non lo fa con dolo, ma perché non conosce la normativa. Fatto sta che fioccano i verbali: 54 finora (la sanzione è di 229 euro). La seconda infrazione più ricorrente è il transito e la sosta nelle zone a tutela integrale, ad esempio nelle isole di Soffi e Mortorio, e in altre aree dell’Arcipelago della Maddalena. Succede spesso che, infischiandosene dei divieti finalizzati a preservare il delicato ecosistema marino, si navighi comunque in quelle acque: 49 le sanzioni elevate finora (344 euro). La terza infrazione più diffusa, riguarda le irregolarità nella documentazione di bordo. Sul fronte delle spiagge, a incappare nelle violazioni sono stati soprattutto gli stabilimenti balneari, sorpresi senza il servizio di salvamento: in alcuni casi niente bagnino, in altri, dotazioni di primo soccorso carenti. «Gli stabilimenti balneari non possono aprire l’attività senza il servizio di salvamento a mare. Quando viene riscontrata questa violazione, viene fatta una diffida a operare e si chiude lo stabilimento. Che può riaprire solo dopo che viene assicurato il servizio», spiega Morello.
Sono stati quattro i casi in Gallura, dall’inizio dell’estate, in cui oltre alla sanzione di 1.032 euro, è stato chiuso lo stabilimento. 17 sanzioni in tutto per carenza nelle dotazioni. Nell’elenco delle altre infrazioni più diffuse, il noleggio abusivo delle imbarcazioni (finora una decina di sanzioni). E, poi, i sequestri di sdraio e ombrelloni, lasciati la notte per assicurarsi il posto il giorno dopo. «Un fenomeno, quello dell’occupazione abusiva con attrezzatura da spiaggia, che si accentua ad agosto con l’aumento delle presenze turistiche», prosegue Morello. Infine, le attività di soccorso in mare. 15 finora gli interventi effettuati per altrettante imbarcazioni in difficoltà, di cui due in fiamme (affondate e recuperate da ditte autorizzate): un catamarano a Porto Pollo e un motoscafo a Tavolara. 61 le persone soccorse, due di queste decedute dopo essere state colte da malore. Il direttore marittimo del Nord Sardegna, Gianluca D’Agostino, raccomanda prudenza ai diportisti. «Il mare può cambiare volto in pochi istanti – dice –: prima di affrontare la navigazione, controllate sempre l’efficienza e la completezza delle dotazioni di sicurezza e non sottovalutate mai le condizioni meteorologiche. Vivete il mare con responsabilità e rispetto, custodendone la straordinaria bellezza e la delicata fragilità: ogni comportamento consapevole può fare la differenza tra una situazione di rischio e un rientro sicuro».
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