“Alga a chi?” Parte la sfida per cambiare la visione di spiaggia
La campagna della Conservatoria delle Coste con attività per grani e piccini sugli arenili e incontri nelle scuole
Quello che per molti bagnanti è ancora qualcosa da togliere dalla spiaggia, diventa il punto di partenza per imparare a difenderla. La Posidonia spiaggiata cambia racconto e, soprattutto, cambia ruolo agli occhi di chi frequenta le coste sarde. È l’obiettivo di “Alga a chi?”, l’azione estiva 2026 della campagna “Non sono un’alga”, promossa dall’Agenzia Conservatoria delle Coste della Sardegna con il coordinamento e il supporto scientifico della cooperativa Sémata. Un progetto che porta direttamente sugli arenili un messaggio semplice: quelle foglie scure accumulate sulla battigia non sono sporcizia. Le banquette di Posidonia oceanica fanno infatti parte dell’equilibrio naturale della costa: trattengono la sabbia, sostengono la biodiversità e aiutano gli arenili a resistere all’azione delle onde e all’erosione.
La campagna coinvolge dieci Comuni costieri, da nord a sud della Sardegna, con un calendario che da agosto arriverà fino a ottobre. Partito da Castelsardo e Aglientu, prosegue ora con Narbolia, Arborea, Sant’Anna Arresi, Orosei, Sorso, Cabras, Valledoria e Porto Torres. Cambiano luoghi e modalità: incontri di sensibilizzazione, attività direttamente sulle spiagge, clean-up, laboratori, manifestazioni locali e appuntamenti con le scuole. Non si tratta quindi soltanto di una campagna itinerante. I territori diventano parte del progetto e possono utilizzare strumenti e contenuti anche nelle proprie iniziative. L’obiettivo è costruire una rete che faccia viaggiare lo stesso messaggio lungo coste molto diverse tra loro e che continui a diffonderlo oltre la singola giornata organizzata sulla spiaggia.
Anche gli strumenti scelti puntano sulla divulgazione. Ai Comuni vengono consegnati materiali digitali da utilizzare sui social e nei siti istituzionali, borse riutilizzabili in cotone biologico con il claim “Alga a chi?” e il Posidonia Memory Card, un gioco educativo composto da 24 tessere dedicato alla pianta marina, alla biodiversità e agli habitat costieri. «Il primo passo per proteggere un ecosistema è saperlo riconoscere», sottolinea Maria Elena Dessì, direttrice dell’Agenzia Conservatoria delle Coste. Il punto di partenza è proprio ribaltare un’abitudine consolidata: «Quelle foglie sulla battigia non sono un rifiuto, ma la soluzione naturale che difende le nostre spiagge dall’erosione» spiega l’esperta. L’obiettivo va oltre l’estate: coinvolgere progressivamente altri Comuni, anche non costieri, scuole e cittadini per creare, nelle parole di Dessì, «sempre più ambasciatori della nostra costa». “Alga a chi?” è infatti soltanto una delle azioni di un programma più ampio.
C’è poi “Non sono un’alga”, che proseguirà durante l’anno: dall’autunno alla primavera entrerà nelle scuole, a maggio tornerà sulle spiagge e dall’estate coinvolgerà nuovamente Comuni, cittadini e visitatori. Il progetto rientra nel programma triennale 2026-2028 “Raccontare e difendere la nostra costa, partendo dalle praterie di Posidonia oceanica”, che affronta anche i temi di riduzione, riuso e riciclo. La scelta di lavorare con pubblici diversi segue la stessa logica: raggiungere chi vive le coste tutto l’anno e chi le frequenta soltanto durante le vacanze, ma anche partire dai più giovani per trasformare la conoscenza ambientale in un’abitudine. La campagna prova così a uscire dai confini della sola stagione balneare e a costruire una consapevolezza destinata a durare e rafforzata oltre l’estate. La campagna di sensibilizzazione arriva mentre la Sardegna prova a mettere ordine anche nella gestione della Posidonia. Il 30 luglio la giunta regionale, su proposta dell’assessora della Difesa dell’Ambiente Rosanna Laconi, ha approvato gli indirizzi operativi per il primo Piano regionale di gestione della Posidonia oceanica. Il percorso, previsto dalla legge regionale numero 1 del 2020, può contare su quattro milioni di euro nel triennio 2026-2028 e sul supporto tecnico-scientifico dell’istituto Cnr-Ias di Oristano. «La Posidonia è patrimonio di biodiversità, ma anche una straordinaria infrastruttura naturale che protegge le nostre coste», ha sottolineato l’assessora Laconi. La sfida ora è tenere insieme «conoscenza scientifica, pianificazione e consapevolezza delle comunità», trasformando l’informazione in una vera cultura della tutela. Il calendario continuerà anche dopo la fine dell’estate. Il 19 e 20 settembre la campagna arriverà a Cabras durante il Festival della Bottarga, affiancandosi all’attività dei Sinis Sentinels nelle spiagge dell’Area marina protetta Penisola del Sinis-Isola di Mal di Ventre. A Valledoria entrerà invece nelle scuole con la ripresa delle lezioni, mentre a Porto Torres sono previsti clean-up, infopoint sulla spiaggia e iniziative di educazione ambientale. Dalla battigia alle aule, il principio è lo stesso: per proteggere le coste bisogna prima imparare a riconoscere ciò che naturalmente le difende. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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