«Li formiamo e poi se ne vanno»: l’azienda sarda che cerca giovani per crescere e non li trova
A Oschiri servirebbero altre due o tre persone: «Investiamo per insegnare il mestiere, ma spesso dobbiamo ricominciare da capo»
Sassari «Vogliamo trovare persone che vogliano lavorare e far crescere l’azienda insieme a noi, ma è già capitato più volte di selezionare giovani che formiamo e poi da un giorno all’altro cambiano idea e lasciano il lavoro». Valentina Meloni è la seconda generazione dell’azienda artigiana di Oschiri specializzata nella produzione di panadas, fondata dalla madre e oggi portata avanti insieme alla sorella Martina. In laboratorio lavorano in cinque, ma per sostenere i programmi di crescita servirebbero altre due o tre persone. Il problema è riuscire a trovare personale, soprattutto giovane, disposto a imparare il mestiere e a dare continuità al rapporto di lavoro.
«L’obiettivo è valorizzare il nostro prodotto e far conoscere la panada sempre di più e non limitarci al mercato regionale. La disponibilità ad assumere, quindi, c’è. «Il contratto è quello dell’artigianato ed è un buon contratto. Noi riconosciamo tutto quello che c’è da riconoscere al personale». Anche gli orari, sottolinea, non sono quelli più difficili di altri mestieri del settore alimentare: «Il primo turno va dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 14.30, con il venerdì sera, il sabato, la domenica e i festivi liberi».
L’imprenditrice non vuole ridurre tutto a una questione economica e parla piuttosto di un problema di orientamento e prospettiva. «Forse è anche un fatto culturale. Una volta a 18 anni uno poteva già capire che cosa volesse fare nella vita. Oggi con i diciottenni e i ventenni noi stiamo riscontrando più indecisione». Le ultime selezioni hanno confermato questa difficoltà. «Abbiamo scelto persone che avevano già concluso gli studi, dando priorità ai giovani di Oschiri, anche se naturalmente guardiamo anche ai paesi vicini. Alcuni hanno iniziato, li abbiamo formati e poi hanno cambiato idea».
Il rammarico è proprio questo: investire tempo per insegnare un mestiere e poi dover ricominciare. «Attualmente non troviamo persone già qualificate. Se ci fossero corsi specifici per pastai sarebbe sicuramente più semplice. Oggi siamo noi a formare chi entra in laboratorio». Con i lavoratori di età più matura, invece, l’esperienza è diversa.
«Abbiamo persone che lavorano con noi da cinque, sei, anche dieci anni. Sono valide, concrete, tengono al lavoro e alla crescita dell’azienda». Il problema resta dunque quello del ricambio e della possibilità di costruire una squadra che guardi al futuro. «Oschiri ha una cultura legata alle panadas. Far parte di una squadra che lavora per valorizzare un prodotto così legato al paese può essere una motivazione importante per un giovane che vuole entrare nel mondo del lavoro». Per Valentina Meloni il punto è tutto qui: «È un cane che si morde la coda: le aziende per crescere hanno bisogno delle persone, ma anche le persone per crescere hanno bisogno di un lavoro».
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