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La vicenda

I viaggi da un guru in Messico, la speranza per la figlia e le cure da 300mila euro: Luca e Valentina avevano tentato ogni strada

I viaggi da un guru in Messico, la speranza per la figlia e le cure da 300mila euro: Luca e Valentina avevano tentato ogni strada

La piccola uccisa con un colpo di pistola, poi anche i genitori si sono ammazzati

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Per Bianca avevano cercato una strada anche molto lontano da Roma. Luca Abbasciano e Valentina Pambianco si erano rivolti a una clinica di Monterrey, in Messico, dove la figlia, cinque anni, affetta da una grave disabilità dalla nascita, era stata sottoposta a un trattamento sperimentale. È il Cytotron, un dispositivo che utilizza radiofrequenze e campi elettromagnetici per stimolare i tessuti.

A raccontare questo aspetto della vicenda è anche il Corriere della Sera, che ricostruisce i tentativi della coppia di trovare una soluzione per la bambina. Secondo quanto riportato dal quotidiano, Luca e Valentina avrebbero cercato di portare Bianca in Messico per affidarla alle cure di uno specialista.

Quello che resta da chiarire è quanto questo percorso abbia inciso sulla situazione della famiglia. Le spese sostenute per i trattamenti sarebbero state molto elevate e la coppia avrebbe affrontato più viaggi. Ma al momento non è possibile stabilire se le difficoltà economiche legate alle cure siano state effettivamente uno dei motivi che hanno preceduto la tragedia.

Luca e Valentina sono stati trovati senza vita lunedì 31 agosto nella loro abitazione di via dell’Antracite, a Pietralata, insieme alla figlia Bianca e al cane Teo. Sul caso indagano i carabinieri del Reparto operativo e della compagnia Montesacro, coordinati dalla Procura. Nell’appartamento sono state trovate anche una ventina di lettere lasciate dalla coppia, ora al vaglio degli investigatori.

La vicenda della bambina emerge così come uno degli elementi che gli inquirenti stanno cercando di approfondire per ricostruire la storia della famiglia e gli ultimi giorni prima della tragedia. Le persone che conoscevano Luca e Valentina hanno raccontato di genitori che avevano cercato diverse possibilità per la figlia, arrivando anche dall’altra parte dell’oceano.

Tra loro c’era Feliciana Manna, conosciuta dalla coppia proprio attraverso il percorso affrontato dalle rispettive figlie. Le due donne erano rimaste in contatto anche dopo le esperienze all’estero, attraverso messaggi, telefonate e videochiamate.

«Ci siamo conosciuti facendo lo stesso percorso con le nostre figlie, abbiamo trascorso giorni oltreoceano, poi la nostra amicizia è continuata in Italia», ha raccontato Feliciana. L’ultimo contatto con Valentina risalirebbe a venerdì. Poi più nessuna risposta.

«Eravamo in partenza per il rientro con una sosta a Madrid, un viaggio che stavamo organizzando insieme e che non siamo riusciti a fare», ha raccontato ancora l’amica. Da Madrid le aveva scritto, senza ricevere risposta. Poi, attraverso i social, ha appreso della morte della famiglia.

Luca e Valentina, secondo quanto riferito dalle persone che li conoscevano e riportato nelle ricostruzioni di queste ore, avrebbero affrontato almeno tre viaggi in Messico per cercare una cura per Bianca, arrivando a spendere oltre 300mila euro. Un percorso costoso e difficile, ma soprattutto l’ennesimo tentativo di trovare una soluzione per la figlia.

Ora saranno le indagini a stabilire quale peso abbiano avuto le condizioni della bambina, il percorso sanitario affrontato dalla famiglia e gli altri elementi emersi nelle lettere nella decisione che ha portato alla tragedia di Pietralata.

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