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Modello 730/2026, i rimborsi potrebbero slittare a marzo 2027: i contribuenti coinvolti e perché – I casi

Modello 730/2026, i rimborsi potrebbero slittare a marzo 2027: i contribuenti coinvolti e perché – I casi

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Il rimborso del modello 730 è atteso ogni anno da milioni di lavoratori dipendenti e pensionati, che possono recuperare le imposte versate in eccesso e beneficiare di detrazioni e deduzioni maturate nell’anno precedente. Nella maggior parte dei casi il conguaglio arriva tra l’estate e l’inizio dell’autunno: per i dipendenti direttamente in busta paga, per i pensionati nel cedolino. Le tempistiche dipendono soprattutto dalla data di presentazione della dichiarazione, ma in alcuni casi il pagamento può slittare fino a marzo 2027. Il ritardo non è necessariamente legato a problemi burocratici: può dipendere dai controlli preventivi previsti dalla normativa fiscale.

I casi in cui il rimborso può slittare

Tra le situazioni che possono richiedere verifiche ci sono:

  • crediti Irpef superiori a 4.000 euro;
  • elementi incoerenti o modifiche rilevanti nella dichiarazione;
  • 730 presentato senza sostituto d’imposta; presenza di debiti iscritti a ruolo.

L’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli automatici, confrontando i dati dichiarati con quelli dell’Anagrafe tributaria, oppure verifiche formali sulla documentazione relativa a spese e detrazioni. L’articolo 5, comma 3-bis, del decreto legislativo 175 del 21 novembre 2014 prevede controlli preventivi prima dell’erogazione del rimborso. L’Agenzia dispone di quattro mesi dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione per completare le verifiche. Il rimborso può essere sospeso durante i controlli, ma deve essere pagato entro sei mesi dalla stessa scadenza.

Crediti oltre 4mila euro

Un rimborso 730/2026 superiore a 4mila euro può essere sottoposto a controlli preventivi anche quando il credito è pienamente legittimo, ad esempio perché deriva dal cumulo di più detrazioni. Il superamento della soglia non significa quindi automaticamente che il pagamento venga bloccato: se non emergono anomalie, il rimborso può arrivare prima.

Modifiche alla dichiarazione precompilata

Anche le modifiche apportate alla dichiarazione predisposta dall’Agenzia possono aumentare la possibilità di controlli, soprattutto quando i dati inseriti non risultano coerenti con quelli già disponibili. Tra gli elementi che possono richiamare l’attenzione ci sono forti differenze tra le spese dichiarate e quelle presenti nell’Anagrafe tributaria, detrazioni sproporzionate rispetto al reddito e crediti degli anni precedenti ancora da verificare.

In caso del 730 senza sostituto

Chi non ha un datore di lavoro o un ente pensionistico che possa effettuare il conguaglio riceve il rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate, generalmente tramite accredito sul conto indicato. I tempi sono più lunghi rispetto al pagamento in busta paga o sul cedolino. Una dichiarazione trasmessa durante l’estate o in prossimità della scadenza può quindi portare il rimborso ai primi mesi del 2027, soprattutto in presenza di verifiche.

Se ci sono debiti con l’agente della riscossione

Anche eventuali debiti iscritti a ruolo possono incidere sull'erogazione del credito. Con cartelle esattoriali non pagate superiori a 1.500 euro, il rimborso può essere utilizzato per compensare quanto dovuto. Se il contribuente non accetta la compensazione o sono necessari ulteriori accertamenti sulla posizione debitoria, il pagamento può essere sospeso fino alla conclusione della procedura.

Come ridurre il rischio di ritardi

Quando tutti i dati sono corretti, accettare la dichiarazione precompilata senza modifiche può ridurre il rischio di controlli documentali. Se invece occorre integrare o correggere il modello, può essere utile rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato per verificare la documentazione e apporre il visto di conformità. La modifica autonoma della dichiarazione non comporta automaticamente un rinvio del rimborso, ma può aumentare la possibilità di verifiche sulla coerenza dei dati. Queste accortezze, in ogni caso, non escludono i controlli preventivi sui crediti superiori a 4mila euro, che l’Agenzia delle Entrate può effettuare indipendentemente dalle modalità di presentazione del 730.

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