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L’indagine

Attira una 18enne in una cantina, la sequestra per tre ore e la violenta: 26enne in carcere

Attira una 18enne in una cantina, la sequestra per tre ore e la violenta: 26enne in carcere

La giovane aveva conosciuto l’indagato sui social. Secondo l’accusa sarebbe stata picchiata, minacciata di morte e immobilizzata all’interno del locale

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Castellammare di Stabia Avrebbe attirato una ragazza di poco più di 18 anni in una cantina isolata, le avrebbe tolto il cellulare e impedito di uscire per oltre tre ore, sottoponendola a percosse, minacce di morte e violenze sessuali. Con queste accuse un 26enne residente a Castellammare di Stabia è stato arrestato questa mattina, lunedì 14 settembre, dai carabinieri della stazione di Sant’Antonio Abate.

I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura. Il giovane, R.R., è indagato per violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona pluriaggravati.

I fatti contestati risalgono alla notte tra il 2 e il 3 agosto. L’inchiesta è partita dalla denuncia presentata nei giorni successivi dalla giovane. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i due si erano conosciuti su Instagram e avevano poi proseguito i contatti su WhatsApp, dove avevano iniziato a confidarsi aspetti delle rispettive vite.

Il 26enne avrebbe quindi convinto la ragazza a raggiungerlo in una cantina di un condominio di corso Alcide De Gasperi. Una volta all’interno, secondo l’accusa, avrebbe bloccato l’unica porta d’ingresso con un pesante termosifone e le avrebbe sottratto il telefono, impedendole di chiedere aiuto o di allontanarsi.

La ragazza sarebbe rimasta rinchiusa nel locale per più di tre ore. Nonostante le sue richieste di essere lasciata andare e i tentativi di opporsi, il giovane l’avrebbe picchiata e minacciata di morte, costringendola a subire ripetuti atti sessuali. Nella nota della Procura, firmata dal procuratore Nunzio Fragliasso, viene inoltre contestato l’utilizzo di travi di legno per immobilizzarla.

Prima di lasciarla libera, il 26enne l’avrebbe infine obbligata a promettere che non avrebbe raccontato quanto accaduto. Nell’ordinanza sono riportate anche alcune delle frasi che, secondo gli inquirenti, avrebbe rivolto alla vittima, tra cui la minaccia: «Io stasera ti uccido».

Il racconto della giovane, secondo quanto riferisce la Procura, avrebbe trovato riscontro nei referti medici ospedalieri, nei rilievi fotografici compiuti dagli investigatori e nelle testimonianze delle persone alle quali la ragazza si era confidata subito dopo i fatti. Agli investigatori avrebbe inoltre fornito una descrizione dettagliata dell’uomo, compresi alcuni tatuaggi presenti sul suo corpo.

Il gip, nelle venti pagine dell’ordinanza che ha disposto la custodia cautelare in carcere, ha evidenziato la ritenuta pericolosità sociale dell’indagato e il rischio concreto di reiterazione di reati analoghi.

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