La Nuova Sardegna

Mercati

Medio Oriente, petrolio e gas corrono: Brent verso 110 dollari, Borse europee in rosso

Medio Oriente, petrolio e gas corrono: Brent verso 110 dollari, Borse europee in rosso

Milano perde l’1,5%, mentre aumenta il timore per le forniture saudite: a rischio fino al 4% dell’offerta mondiale di greggio

2 MINUTI DI LETTURA





Roma Le tensioni in Medio Oriente tornano a scuotere i mercati finanziari e soprattutto quelli dell’energia. Lunedì 14 settembre le principali Borse europee si muovono prevalentemente in territorio negativo, mentre petrolio e gas continuano a salire per i timori legati alle forniture.

A pesare sono soprattutto gli sviluppi della crisi mediorientale e le conseguenze degli attacchi contro infrastrutture energetiche dell’Arabia Saudita. Il Brent sale del 3,6% a 108,45 dollari al barile, avvicinandosi alla soglia dei 110 dollari, mentre il Wti guadagna il 3,5% a 103,53 dollari.

Nuovo balzo anche per il gas europeo. Alla Borsa di Amsterdam le quotazioni si spingono oltre gli 82 euro per megawattora, con rialzi superiori al 4%, aggiornando i livelli più alti dalla fine del 2022.

Il nodo principale riguarda l’oleodotto saudita che collega le aree produttive orientali del Paese al porto di Yanbu, sul Mar Rosso. L’infrastruttura è stata chiusa venerdì dopo essere stata colpita da droni provenienti dall’Iraq. Secondo fonti del settore citate da Reuters, se l’impianto non tornasse operativo in tempi brevi, l’Arabia Saudita potrebbe esaurire le scorte destinate all’esportazione.

L’oleodotto ha assunto negli ultimi mesi un ruolo centrale perché consente a Riad di aggirare lo Stretto di Hormuz, la cui chiusura legata alla guerra ha fortemente limitato le esportazioni degli altri Paesi dell’area. Attraverso questa rotta l’Arabia Saudita ha trasferito verso il Mar Rosso circa 4 milioni di barili al giorno, una quantità equivalente a circa il 4% dell’offerta petrolifera mondiale.

Non è ancora chiaro quanto durerà lo stop. Una fonte citata da Reuters stima che i danni potrebbero richiedere cinque o sei settimane di lavori; secondo un’altra valutazione, invece, l’oleodotto potrebbe tornare almeno parzialmente in funzione prima del completamento delle riparazioni. Riad non ha finora fornito indicazioni dettagliate né sull’entità dei danni né sui tempi necessari per il ripristino.

L’eventuale ulteriore riduzione dell’offerta saudita aumenterebbe la pressione su un mercato già caratterizzato da scarsità di approvvigionamenti e prezzi elevati. Il timore è che il rincaro dell’energia possa alimentare una nuova accelerazione dell’inflazione.

La tensione si riflette anche sui titoli di Stato. Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 88 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 4,41% e quello tedesco al 3,52%. L’oro resta invece sostanzialmente stabile a 4.296 dollari l’oncia, mentre sul mercato valutario l’euro scende a 1,1551 dollari.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano

Video

Estate Cafona alle Saline, due turiste entrano nella zona vietata e vengono inghiottite dal fango: salvate dai vigili del fuoco

Previsioni

El Niño e temperature estreme: sarà un inverno tra grande gelo e rischi blackout – L’allarme

Le nostre iniziative