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«Ce la dimenticheremo presto»: la frase choc di re Carlo nel libro su Lady Diana scuote Buckingham Palace

Lady Diana Spencer e Carlo d'Inghilterra in visita a Porto Rotondo il 19 aprile 1985
Lady Diana Spencer e Carlo d'Inghilterra in visita a Porto Rotondo il 19 aprile 1985

Le anticipazioni su “Swan Song: Diana, My Sister” riaprono ferite mai rimarginate e scatenano l’immediata reazione della Royal Family

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Presto sugli scaffali delle librerie di tutto il mondo e, ovviamente in quelle della Rete, il «Canto del Cigno» è l’attesissimo libro firmato dal Conte Spencer sulla sorella Diana. A far tremare Buckingham Palace le rivelazioni choc sulla vita della principessa morta tragicamente a Parigi il 31 agosto del 1997. Le anticipazioni, ormai riportate dai principali tabloid inglesi, stanno provocando un vero e proprio terremoto fra i reali, anche per alcune dichiarazioni espresse dall’allora principe Carlo dopo la morte di Lady D

A quasi trent’anni dalla tragica scomparsa di Lady Diana, la Famiglia Reale britannica si trova ad affrontare una nuova, dolorosa tempesta mediatica. Charles Spencer, IX conte Spencer e fratello minore della Principessa del Popolo, ha deciso di rompere definitivamente il silenzio con un memoir intitolato Swan Song: Diana, My Sister (Il canto del cigno: Diana, mia sorella).

Le anticipazioni del libro, pubblicate in esclusiva mondiale dal Daily Mail, hanno riaperto ferite mai del tutto rimarginate, scatenando un'immediata reazione da parte di Re Carlo III.

La frase choc: «Ce la dimenticheremo presto»

Il fulcro delle rivelazioni che sta sollevando il maggiore scalpore riguarda una presunta telefonata intercorsa tra il Conte Spencer e l'allora Principe Carlo, avvenuta soltanto pochi giorni dopo il tragico incidente nel tunnel del Pont de l'Alma a Parigi, il 31 agosto 1997.

Secondo quanto scritto da Charles Spencer, Carlo avrebbe pronunciato una frase raggelante nel tentativo di liquidare il peso della figura di Diana: «Stai tranquillo, ce la dimenticheremo presto». Una dichiarazione che, a distanza di tre decenni, suona come un clamoroso errore di valutazione storica e psicologica, oltre che come una testimonianza del clima di freddezza che regnava a corte.

Lo scontro sul funerale e la tutela di William e Harry

Il memoir documenta in modo dettagliato anche gli aspri retroscena legati all'organizzazione delle esequie di Stato. Il Conte Spencer rivela di essersi opposto fermamente alla decisione di far camminare i principi William e Harry – che all'epoca avevano rispettivamente 15 e 12 anni – dietro al feretro della madre durante il corteo funebre pubblico. Charles Spencer cercò di far valere le ragioni della sorella, sostenendo con forza che Diana non avrebbe mai voluto esporre i propri figli a un trauma mediatico ed emotivo di tale portata. Un’insistenza che provocò uno scontro accesissimo con i vertici della Royal Family, decisi invece a mantenere il rigido protocollo della Corona.

La reazione del Re e il mistero delle copie rubate

La risposta di Buckingham Palace non si è fatta attendere. Fonti vicine al sovrano hanno diffuso una replica netta da parte di Re Carlo III per smorzare l'impatto delle accuse: «Il dolore di un fratello può offuscare la ragione». La linea della fermezza reale punta dunque a catalogare le memorie di Spencer come il frutto di un trauma mai del tutto superato, piuttosto che come una ricostruzione fedele dei fatti.

A infittire la trama quasi da spy story che circonda l'uscita del volume, si aggiunge un misterioso fatto di cronaca: alla vigilia del lancio editoriale, quattro copie prestampate del libro sono state rubate nella notte dall'auto di un collaboratore del conte. Un furto anomalo che testimonia l'altissima tensione e l'enorme valore delle informazioni contenute nel testo.

Perché parlare proprio ora?

Il Conte Spencer ha spiegato di aver scelto di scrivere questo libro in vista del 30° anniversario della morte di Diana (31 agosto 2027) per mettere un punto fermo contro le falsità storiche accettate dal pubblico. Sommerso dalle continue richieste di interviste, ha preferito affidare alle pagine stampate i ricordi reali della loro infanzia, del matrimonio e dei giorni più bui della monarchia britannica, offrendo – dal suo punto di vista – una definitiva operazione di verità per conto di sua sorella.

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