L’aquila di Bonelli regina dei cieli della Sardegna – Dove ammirarla
La Regione propone la nuova Zona di protezione speciale, ma scatta l’allarme del mondo agricolo
Sassari L’Aquila di Bonelli vola sulle rocce di Monte Forte. I grifoni e il Capovaccaio sui pascoli e i campi della Nurra. Il lago di Baratz è dove si fermano e vanno a caccia di cibo. Una enorme casa dei rapaci che la Regione vuole proteggere. Ma anche una terra di agricoltori e allevatori, che guardano con preoccupazione a tutele e vincoli, temendo una stretta fatale su un comparto già in ginocchio.
È dentro questo delicato equilibrio che si muove la proposta della Regione di istituire la nuova Zona di protezione speciale “Monte Forte – Nurra – Lago di Baratz”, interamente nel territorio comunale di Sassari. Oltre 9.500 ettari, di cui 840 già compresi nella Zona speciale di conservazione “Lago di Baratz – Porto Ferro”. Tutto il resto entrerebbe per la prima volta nella Rete Natura 2000. Abbastanza per far scattare l’allarme nel mondo agropastorale della Nurra. Il Centro Studi Agricoli ha convocato un’assemblea pubblica mercoledì alle 18 nel salone parrocchiale di La Corte, presieduta da Tore Piana e Stefano Ruggiu. Invitati anche l’assessora regionale all’Ambiente, Rosanna Laconi, il sindaco di Sassari e metropolitano Giuseppe Mascia e il presidente della Municipalità della Nurra, Alessandro Colombino.
Va sottolineato che una zona di protezione speciale, prevista dalla Direttiva europea Uccelli per tutelare specie selvatiche e habitat fondamentali per riproduzione, alimentazione e migrazione, non blocca automaticamente le attività agricole o economiche, pur introducendo misure di conservazione e, per piani e progetti con possibili effetti significativi, la valutazione di incidenza ambientale.
Di fatto poi la partita è ancora aperta. La Regione ha avviato la consultazione pubblica e fino al 31 ottobre amministrazioni, associazioni, aziende e cittadini potranno presentare osservazioni sulla perimetrazione, segnalare criticità e chiedere chiarimenti. Tutto deve essere esaminato dagli uffici regionali prima della formalizzazione definitiva della proposta da parte della Giunta e la successiva trasmissione al ministero dell’Ambiente.
Quel che appare certo è che la proposta si basa su solidissime basi: i dati raccolti sui grandi rapaci. Nell’area volano esemplari di Aquila di Bonelli reintrodotti in Sardegna ed è utilizzata come territorio di alimentazione e dispersione anche da Grifone e Capovaccaio. Il perimetro è stato definito attraverso tracciamenti Gps, osservazioni sul campo e dati raccolti sui grifoni. Una parte coincide inoltre con l’Iba 175, già riconosciuta come strategica per l’avifauna.
L’area si intreccia con l’Oasi permanente di protezione faunistica Porto Conte-Baratz, riperimetrata nel 2025 e gestita dalla Città Metropolitana di Sassari. L’oasi si estende per 6.800 ettari tra Sassari e Alghero e comprende anche il lago di Baratz. La nuova Zps, invece, ricadrebbe interamente nel Comune di Sassari. Il territorio algherese è quindi interessato indirettamente da questo sistema di tutele, mentre è coinvolto direttamente in un’altra delle operazioni di revisione avviate dalla Regione: la Zps “Costa ed Entroterra di Bosa, Suni e Montresta”, per la quale è previsto un ampliamento dagli attuali 8.222 ettari a circa 47.233, con l’ingresso di una porzione significativa del territorio algherese e un’estensione importante anche sul mare. Abbastanza per fare scaldare gli animi anche in Riviera, con il Comune di Alghero ha chiesto alla Regione più tempo per le osservazioni, un confronto pubblico con la comunità e il coinvolgimento del Parco di Porto Conte.
Tra le altre operazioni previste c’è poi il forte ampliamento della Zps “Piana di Ozieri, Mores, Ardara, Tula e Oschiri”. La superficie passerebbe dagli attuali 21.069 a circa 51.833 ettari. Di questi, 16.624 coincidono con la Zsc del Monte Limbara e sono già inseriti nella Rete Natura 2000. I territori che entrerebbero per la prima volta nella rete sono circa 14.140 ettari. Anche qui uno degli elementi decisivi è stato il ritorno dell’Aquila di Bonelli. Una coppia formata da esemplari liberati con Life ha scelto questa zona come proprio territorio e ha nidificato nel 2023. Alla presenza dell’aquila si aggiunge quella di almeno tre coppie di Astore sardo nel Monte Limbara.
La partita è aperta. Tutela dell’avifauna e possibili effetti sulle attività agricole dovranno essere messi a confronto prima delle decisioni definitive.
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