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Il provvedimento

Ha troppe cartucce: fucili sequestrati e porto d’arma addio – Ecco che cosa è successo

di Michela Cuccu
Ha troppe cartucce: fucili sequestrati e porto d’arma addio – Ecco che cosa è successo

Non aveva denunciato 49 munizioni in più: sequestrate anche le pistole

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Oristano Per chi possiede il porto d’armi, ogni singolo proiettile in più deve essere denunciato, anche se non supera i limiti massimi consentiti dalla legge per detenerli. A ricordarlo, a sue spese, è un appassionato di tiro a volo, protagonista di una vicenda giudiziaria iniziata due anni fa e conclusasi solo di recente con la conferma del ritiro di armi e munizioni.

La storia inizia il 13 settembre 2024, durante un normale controllo a casa dell’uomo. I carabinieri aprono l’armadio blindato e contano duecento cartucce, ma sui registri della caserma ne risultano soltanto centocinquanta. In pratica, l’appassionato aveva acquistato quarantanove proiettili calibro 9x21 in più, omettendo di segnalarlo.

Pochi giorni dopo la prefettura avvia il procedimento che porta, il 3 febbraio 2025, alla firma del decreto di divieto di detenzione di armi e munizioni, notificato all’interessato il successivo 19 febbraio. Il provvedimento concede 150 giorni per cedere le armi a persone non conviventi. Il tiratore decide di non arrendersi e, assistito dall’avvocato Luca Casula, presenta un ricorso al Tar per bloccare il divieto. La difesa gioca la carta della buona fede: il regolamento del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza permette di tenere in casa fino a duecento cartucce per pistola senza licenza speciale.

Secondo il ricorrente, non avendo superato quel tetto, la sua era solo una lieve dimenticanza amministrativa. I giudici della prima sezione del Tar, hanno però respinto le tesi del proprietario di armi e proiettili. Secondo la magistratura amministrativa, la regola stabilita è chiarissima: il limite delle duecento cartucce serve a evitare incidenti fisici, mentre l’obbligo di denuncia serve allo Stato per sapere con precisione quante munizioni ci sono in circolazione. Se i proiettili diminuiscono perché si va al poligono, non c’è bisogno di segnalarlo, ma se il numero aumenta, la denuncia è obbligatoria e immediata.

Per i magistrati, infatti, «la mancata denuncia delle armi e delle munizioni possedute è una condotta che esprime un comportamento superficiale di per sé indicativo di scarsa affidabilità nella custodia delle stesse». Oltre a perdere le armi, il ricorrente è stato condannato a pagare duemila euro di spese legali.

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