La Nuova Sardegna

L’emergenza

Acqua, la rete idrica è un colabrodo, nell’isola se ne perde la metà: la Regione corre ai ripari – Il piano

di Francesco Zizi
Acqua, la rete idrica è un colabrodo, nell’isola se ne perde la metà: la Regione corre ai ripari – Il piano

L’impegno dell’assessore Piu: «In 3 anni l’intero sistema sarà in sicurezza»

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Sassari Oltre dieci rotture in pochissime settimane sulla stessa condotta, e ogni volta mezzo Nord-ovest con i rubinetti a secco. La Sardegna delle reti colabrodo ha il suo simbolo nel Coghinas 2, l’acquedotto che porta l’acqua ai potabilizzatori di Truncu Reale e Monte Agnese. Quando si ferma restano scoperti Sassari, Porto Torres, Stintino, la Nurra e, in parte, Sorso e Alghero con borgate annesse. Solo per riparare gli ultimi cedimenti si sono spesi oltre due milioni di euro. E il problema non riguarda un solo tubo. Basti pensare che secondo l’ultimo report della Cgia di Mestre, in Sardegna più della metà dell’acqua immessa in rete si perde nei meandri di reti idriche che sono in condizioni pietose. L’ultimo guasto in ordine di tempo è stato a Terra Bianca, alle porte di Castelsardo, dove la condotta passa proprio sotto le case e dove l’acqua ha invaso gli scavi del cantiere di una palazzina e, per rendere meno complesse le riparazioni, si è dovuta realizzare una condotta alternativa che aggira le abitazioni.

Di fronte all’ennesima emergenza, risponde l’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonio Piu, da cui dipende Enas, l’ente che gestisce le condotte. «Il Coghinas 2 è lungo 44 chilometri, e in cinquanta anni non ha mai avuto un intervento straordinario». Le rotture, chiarisce, sono arrivate nei punti peggiori, quelli in cui la tubatura corre sotto le abitazioni, e dove per riparare bisogna prima costruire un bypass che la porti fuori dalle case. «Sul Coghinas 2 abbiamo rimesso a nuovo 12 chilometri di condotta, su un altro 30% ci stiamo apprestando a intervenire con lavori da 15 milioni, che partiranno entro l’anno. Interverremo in una situazione programmata e non in emergenza. Questo ci permetterà di ridurre i disagi al minimo». Ma la vera partita, spiega l’assessore della giunta Todde, è un’altra, e cioè fare in modo che un guasto non lasci più nessuno senz’acqua, come successo innumerevoli volte negli ultimi mesi. Oggi infatti, il Coghinas 2 non ha un’alternativa.

La prima risposta vale 8 milioni e serve a rilanciare l’acqua dal Coghinas 1, la condotta che parte anch’essa da Santa Maria Coghinas, verso il Coghinas 2. «La progettazione si chiude entro novembre, il progetto è già in fase definitiva e a gennaio faremo la gara. A quel punto, se il Coghinas 2 si rompe in alcuni tratti, l’acqua non sarà più interrotta perché sarà coperta dal Coghinas 1». La seconda è il collegamento diretto fra il Coghinas 1 e Truncu Reale. Ventidue milioni di euro, progetto validato dentro un accordo quadro da 30, e cantieri che partiranno a inizio 2027 con conclusione dei lavori prevista in 18 mesi. Se i tempi saranno rispettati. «Colleghiamo direttamente, senza più passare dal Consorzio di bonifica, e creiamo una linea nel caso in cui il Coghinas 2 dovesse fermarsi». La terza, la più costosa, sono i 54 milioni per unire il lago Cuga allo stesso potabilizzatore: «Il progetto c’è già» spiega Piu. Truncu Reale avrà così due nuove vie di approvvigionamento, il Coghinas 1 da una parte e il Cuga dall'altra. Sommando tutto, comprese le riparazioni d’urgenza, il conto supera i 90 milioni. «In tre anni mettiamo in sicurezza l’intera linea» promette Piu.

Nel frattempo cambia anche il Coghinas 1, tornato in funzione dopo quindici anni di stop. Oggi porta 60-70 litri al secondo, con il revamping si arriverà a 150, più del doppio. «Per la prossima stagione irrigua il Consorzio potrà contare su una portata doppia», annuncia l’assessore, che guarda anche agli invasi. A Pattada si stanno consolidando le fondazioni della diga: 14 milioni, fine lavori a settembre 2027, e una capacità che passerà dagli attuali 34 a oltre 72 milioni di metri cubi. Resta il capitolo delle condotte cittadine di Sassari. «Abbiamo triplicato gli interventi e rafforzato il sistema», un primo risultato, sostiene, si vede già « il 15% di acqua risparmiata rispetto all'anno scorso».

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