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Le indagini

Duplice omicidio, il sangue trovato nella casa dell’orrore inchioda il figlio della donna decapitata col marito

Duplice omicidio, il sangue trovato nella casa dell’orrore inchioda il figlio della donna decapitata col marito

Il 54enne è stato fermato dalla polizia dopo le perquisizioni fatte nell’appartamento in cui vive: sequestrati anche alcuni strumenti con evidenti tracce ematiche

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Mirandola A inchiodare il 54enne Daniele Tavoni sono state le evidenti tracce di sangue ritrovate dalla polizia nell’appartamento in cui viveva l’uomo, esattamente a fianco a quello della madre Vincenza Giannini, 74 anni, originaria di Bovino (provincia di Foggia), e il marito di lei, l'82enne Pier Ferdinando Casari, nato a San Felice sul Panaro nel Modenese. L’uomo e la donna sono stati trovati decapitati giovedì 15 ottobre: gli agenti chiamati da una vicina preoccupata per non aver più visto la coppia, si sono ritrovati di fronte a una scena da film dell’orrore.

Fermato in queste ore per il duplice omicidio, a incastrare Tavoni sarebbero stati anche gli strumenti utilizzati per uccidere in modo atroce l’anziana coppia. 

L’arresto è scatto nelle prime ore di questa mattina 16 ottobre: la Polizia di Stato di Modena ha eseguito il fermo dell’uomo di 54 anni, emesso dalla locale Procura della Repubblica. L'uomo – secondo la nota stampa diramata oggi dalla Polizia di Stato – è gravemente indiziato di omicidio aggravato per l'uccisione della madre di 74 anni e del patrigno di 82 anni.

Il drammatico ritrovamento è avvenuto intorno alle 19.30 di giovedì 15 ottobre, in seguito alla segnalazione al 112 da parte di una vicina di casa, preoccupata dal non vedere la coppia da alcuni giorni. Gli agenti del Commissariato di Mirandola, supportati dai Vigili del Fuoco e dal personale sanitario del 118, sono entrati nell'abitazione dei coniugi scoprendo i corpi senza vita dei due anziani, che presentavano evidenti segni di violenza. All'interno della casa sono stati rinvenuti i cadaveri decapitati delle due vittime. Le indagini, avviate immediatamente dalla Squadra Mobile e dal Commissariato di Mirandola sotto la direzione della Procura e con il supporto della Polizia Scientifica, si sono concentrate subito sul figlio della donna, che risiede in un appartamento adiacente. Durante la perquisizione nella casa del 54enne, gli investigatori hanno sequestrato gli strumenti presumibilmente utilizzati per il delitto, che presentavano evidenti e abbondanti tracce ematiche. Il quadro indiziario a carico dell'uomo è stato ulteriormente confermato dalle testimonianze raccolte sul posto nelle ore successive alla scoperta. Il 54enne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto (ex art. 384 c.p.p.) e trasferito presso la Casa Circondariale di Modena. Nelle prossime ore la Procura richiederà al Giudice per le indagini preliminari (GIP) la convalida del provvedimento e la misura cautelare più idonea. (im)

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