Protesta dei tir, carburanti e prodotti freschi a rischio: le regioni dove pesano i blocchi
Presidi in Sicilia, Calabria e Puglia contro il caro gasolio. Nell’isola cresce l’allarme per gli autobus e i rifornimenti ai supermercati, domani il confronto con Salvini
Roma Camion e trattori ancora ai presidi, consegne rallentate e scorte che si assottigliano. La protesta contro il rincaro dei carburanti prosegue in Sicilia, Calabria e Puglia, con conseguenze sulla distribuzione delle merci e sui trasporti. Il prezzo medio del gasolio si è avvicinato a 2,30 euro al litro, secondo le rilevazioni del ministero delle Imprese e del Made in Italy citate negli appunti. Per il Codacons, l’aumento rispetto allo stesso periodo del 2025 sfiora il 40%.
Il governo tenta di sbloccare la vertenza: domani, martedì 20 ottobre, alle 15 a Milano, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini incontrerà le rappresentanze degli autotrasportatori, comprese le sigle autonome delle tre regioni. Prevista anche la presenza del viceministro Edoardo Rixi. La convocazione, però, non ha fermato la mobilitazione.
Sicilia, autobus e supermercati sotto pressione
Le difficoltà più urgenti riguardano la Sicilia. Alcuni distributori hanno già esaurito il carburante e le imprese del trasporto passeggeri temono di dover ridurre i collegamenti. Antonio Graffagnini, presidente di Anav Sicilia, segnala che venerdì alcune autobotti non hanno raggiunto i depositi: senza nuove consegne tra oggi e domani, potrebbero essere tagliate numerose corse, con disagi soprattutto per studenti e lavoratori. Le riserve verrebbero concentrate sui servizi indispensabili e nelle fasce di maggiore necessità.
Anche la distribuzione alimentare risente del fermo. Le disponibilità di molti magazzini potrebbero coprire il fabbisogno soltanto fino a questa sera. I prodotti più esposti sono frutta, verdura, latte e carne: alle possibili carenze nei negozi si aggiunge il rischio che la merce bloccata presso i produttori si deteriori.
A Palermo la preoccupazione ha spinto diversi automobilisti ad anticipare il pieno, formando code negli impianti più convenienti. Non risultano invece assalti generalizzati ai supermercati. Meno critica, secondo gli operatori interpellati, la situazione dei medicinali, esclusi dal blocco e ancora consegnati dai depositi.
Calabria, quindici aree di protesta
In Calabria gli autotrasportatori di Fedralog sono mobilitati da venerdì, mentre i movimenti spontanei degli agricoltori protestano da circa dieci giorni. Camion e trattori presidiano quindici aree, tra cui la statale 534 vicino allo svincolo Firmo-Sibari e la statale 106 nel territorio di Cassano. Domenica pomeriggio è stato inoltre bloccato lo svincolo dell’A2 a Falerna, nel Catanzarese.
Una delegazione calabrese parteciperà al tavolo con Salvini. La conclusione del fermo resta fissata alla mezzanotte di domani, ma i manifestanti non escludono nuove iniziative in assenza di risposte concrete. Gli agricoltori chiedono interventi sui costi di produzione, denunciando difficoltà che mettono a rischio la tenuta delle aziende.
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