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Farmaci per dimagrire, richiamo negli Usa: cosa sta succedendo e chi deve fare attenzione

Farmaci per dimagrire, richiamo negli Usa: cosa sta succedendo e chi deve fare attenzione

Il provvedimento riguarda alcune preparazioni iniettabili: i prodotti coinvolti, i rischi e le informazioni per i pazienti italiani

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Negli Stati Uniti alcune preparazioni iniettabili di tirzepatide, un principio attivo utilizzato contro diabete e obesità, sono state richiamate perché non esistono sufficienti garanzie sulla loro sterilità. Il provvedimento riguarda prodotti realizzati da Apothecary Pharma, in Carolina del Nord, e non coinvolge i medicinali originali Mounjaro e Zepbound.

Il richiamo volontario, avviato il 24 settembre e raccontato da USA Today, interessa flaconi multidose da 4 millilitri, con concentrazione di 18 milligrammi per millilitro. Si tratta di formulazioni compounded: preparazioni realizzate separatamente per esigenze terapeutiche specifiche, che non seguono lo stesso percorso di approvazione preventiva previsto dalla Food and Drug Administration per i medicinali industriali.

Che cosa significa sterilità non garantita

La motivazione del richiamo non dimostra che tutti i flaconi siano contaminati. Segnala però l’assenza di garanzie adeguate su un requisito essenziale per un prodotto destinato all’iniezione. Il provvedimento è stato classificato in classe II, categoria che comprende situazioni nelle quali l’impiego può provocare conseguenze temporanee o reversibili per la salute, oppure presenta una probabilità remota di conseguenze gravi.

Apothecary Pharma aveva già ricevuto una contestazione della FDA: in una lettera del 1° dicembre 2025, l’autorità americana aveva rilevato carenze nelle procedure di produzione sterile, tra cui problemi nell’impiego dei guanti, nella pulizia delle superfici e nella protezione delle lavorazioni dal rischio di contaminazione.

Il caso americano e l’avviso europeo

Le preparazioni compounded non sono automaticamente medicinali falsi. Il richiamo riguarda il mercato statunitense e le informazioni disponibili non documentano un coinvolgimento della distribuzione italiana.

Diverso è l’allarme diffuso da Ema e autorità nazionali, rilanciato anche dall’Aifa, sui prodotti illegali venduti online come semaglutide, liraglutide o tirzepatide. Queste offerte possono nascondere preparati privi della sostanza dichiarata o contenenti componenti nocivi, pubblicizzati anche attraverso falsi testimonial e loghi istituzionali usati abusivamente.

Per i pazienti italiani i riferimenti restano il medico e la farmacia autorizzata. In Italia non è consentita la vendita online di medicinali soggetti a prescrizione: acquistare questi trattamenti attraverso siti o social non rappresenta un’alternativa regolare alla farmacia.

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