La Nuova Sardegna

Il caso

Truffa ai danni dello Stato e bancarotta, chiesto Il processo per l’ex ministra Daniela Santanchè

Truffa ai danni dello Stato e bancarotta, chiesto Il processo per l’ex ministra Daniela Santanchè

La richiesta arriva a termine delle indagini concluse a luglio

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per Daniela Santanchè, ormai ex ministra del Turismo, altre 14 persone e una società. Le ipotesi di reato sono bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato, nell’ambito dei fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. La richiesta avanzata dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà, con il procuratore aggiunto Roberto Pellicano, arriva al termine delle indagini condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, concluse a metà luglio. Ora spetterà a un giudice dell’udienza preliminare valutare se disporre il processo.

Tra gli altri indagati – come riporta Repubblica – figurano l’ex compagno della senatrice di Fratelli d’Italia, Canio Mazzaro, la sorella Fiorenza e il figlio Lorenzo. Nell’atto della Procura vengono contestate diverse condotte, tra cui la distribuzione di dividendi mentre le società attraversavano una fase di grave difficoltà finanziaria.

Per quanto riguarda Ki Group Holding – si legge – gli inquirenti attribuiscono il fallimento a condotte realizzate «con dolo o per effetto di operazioni dolose». Tra gli elementi contestati compare l’iscrizione a bilancio di una presunta «falsa plusvalenza» da quasi 12 milioni di euro. Secondo l’accusa, il dissesto avrebbe inoltre determinato un «sistematico inadempimento delle obbligazioni erariali e previdenziali». Nel 2015, nonostante la crisi della holding, sarebbero stati distribuiti oltre 4 milioni di euro di dividendi, a fronte di un risultato netto consolidato negativo per quasi un milione. Contestazioni analoghe riguardano Bioera: tra il 2018 e il 2023 – continua Repubblica – secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati riconosciuti agli amministratori compensi «del tutto sproporzionati», per un importo complessivo superiore a 2,1 milioni di euro.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Criminalità

I due latitanti sono ancora in fuga, ritrovato un braccialetto elettronico tagliato: monta la polemica sull’efficacia dei dispositivi

di Alessandro Mele
Le nostre iniziative