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Il cambio

Ora solare 2026, stanotte si dorme un’ora in più

Ora solare 2026, stanotte si dorme un’ora in più

Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 alle 3 saranno le 2. Cosa cambia e perché si discute di abolire il cambio

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Un’ora di sonno in più, almeno per chi non dovrà lavorare durante la notte. Tra oggi, sabato 24 ottobre, e domani torna l’ora solare: alle 3 le lancette dovranno essere riportate sulle 2. La domenica durerà così venticinque ore e il sole, secondo l’orologio, sorgerà e tramonterà sessanta minuti prima.

Smartphone, tablet e computer si aggiorneranno automaticamente, se la relativa funzione è attiva. Dovranno invece essere regolati a mano gli orologi analogici, le sveglie tradizionali e alcuni elettrodomestici. L’ora legale tornerà domenica 28 marzo 2027, quando le lancette saranno spostate nuovamente in avanti.

Gli effetti sul sonno

Il passaggio può farsi sentire anche se lo scarto è di appena un’ora. Il ritmo circadiano, regolato soprattutto dall’alternanza tra luce e buio, potrebbe impiegare alcuni giorni e fino a una settimana per adattarsi ai nuovi orari di sonno, pasti e attività. Il consiglio è mantenere abitudini regolari, evitare di arrivare al cambio già in debito di riposo e, quando possibile, modificare gradualmente gli orari.

Energia e risparmi

Il bilancio tracciato da Terna per i sette mesi di ora legale appena conclusi parla di 300 milioni di kilowattora consumati in meno, una quantità equivalente al fabbisogno annuo di circa 115mila famiglie. Il beneficio economico ha superato i 90 milioni di euro, mentre le emissioni di anidride carbonica evitate sono stimate in 140mila tonnellate. Dal 2004 al 2026 il risparmio complessivo ha oltrepassato i 12,3 miliardi di kilowattora e raggiunto circa 2,4 miliardi di euro.

Il confronto europeo

Da anni l’Unione europea valuta la possibilità di eliminare il doppio cambio. Nel 2018 una consultazione pubblica raccolse 4,6 milioni di risposte e l’84 per cento dei partecipanti si dichiarò favorevole all’abolizione. Il Parlamento europeo sostenne la proposta nel 2019, ma i governi non hanno ancora trovato una posizione comune. La normativa attuale resta quindi in vigore. La Commissione europea ha avviato nel febbraio scorso un nuovo studio, atteso entro la fine del 2026. L’analisi dovrà valutare le conseguenze delle diverse soluzioni su salute, consumi, trasporti e mercato interno, compresi i problemi che potrebbero nascere se gli Stati scegliessero orari permanenti differenti.

La proposta italiana

Anche in Italia il dibattito è ripartito. La commissione Attività produttive della Camera ha approvato all’unanimità il 1° ottobre il documento conclusivo di un’indagine sull’ora legale permanente. Il 15 ottobre è stata poi illustrata una proposta di risoluzione che chiede al governo di riaprire il negoziato europeo, sostenendo l’adozione dell’ora legale per tutto l’anno e una possibile sperimentazione coordinata tra i Paesi dell’Unione. Abolire il cambio, però, non significa automaticamente scegliere l’ora legale. Mantenerla anche d’inverno garantirebbe più luce nel tardo pomeriggio, ma ritarderebbe l’alba. L’ora solare permanente sarebbe invece più vicina al ciclo naturale della luce, sacrificando una parte della luminosità serale. Le ore di sole resterebbero naturalmente le stesse: cambierebbe soltanto la loro distribuzione nell’arco della giornata. Per ora non è stata presa alcuna decisione. Questa notte le lancette torneranno regolarmente indietro e, salvo modifiche delle regole europee, a marzo riprenderà il consueto movimento in avanti.

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