Tensione a Porto Torres, migranti respinti all’imbarco: minacce agli addetti e pugni contro la biglietteria
Senza documenti validi non possono salire sui traghetti. Il personale Tirrenia denuncia tentativi di accesso alle navi e chiede un presidio alla stazione marittima
Porto Torres La presenza di un gruppo di migranti, perlopiù di origine algerina, sta creando problemi di sicurezza nell’area tra la stazione marittima e il porto commerciale. Si tratta di persone arrivate in Sardegna attraverso sbarchi diretti e precedentemente ospitate nel centro di Monastir, che da diversi giorni hanno raggiunto lo scalo turritano con l’obiettivo di imbarcarsi sui traghetti verso la penisola. Le compagnie di navigazione hanno però rifiutato l’imbarco per la mancanza di documenti di identità validi, come previsto dalla legge, nonostante i migranti avessero ricevuto un decreto di allontanamento dal territorio nazionale. La situazione sta creando forti preoccupazioni tra i dipendenti dell’agenzia Tirrenia, nel box all’interno della stazione marittima “Nino Pala”, che denunciano minacce e aggressioni verbali durante il lavoro.
«In questi giorni sta accadendo di tutto e di più – racconta Francesca Capra, responsabile dell’agenzia di Porto Torres – ed è un problema che comunque va avanti sin dai mesi estivi: viviamo infatti nel terrore che qualcuno ci possa davvero fare male. L’altro giorno, per esempio, abbiamo rifiutato il biglietto per l’imbarco a una persona che si era presentata senza documenti: alla nostra risposta negativa è andata in escandescenze e ha cominciato a prendere a pugni il vetro protettivo della biglietteria, urlando e minacciando il personale».
La stazione marittima è stata costruita diversi anni fa e si trova al di fuori del perimetro del demanio marittimo. Questo significa che la vigilanza dell’Autorità di sistema portuale, affidata ai suoi addetti alla sicurezza, non si estende allo stabile di proprietà dell’amministrazione comunale. Una situazione che, secondo i lavoratori, lascia senza un presidio di sicurezza l’interno e l’esterno della struttura. Il problema si ripercuote soprattutto sui dipendenti della compagnia di navigazione che, pur avendo le chiavi per aprire e chiudere la stazione marittima, non hanno l’autorità per allontanare le persone che si trattengono nello stabile, riservato ai passeggeri in transito.
«L’altra notte un gruppo numeroso è rimasto dentro la stazione – aggiunge la responsabile dell’agenzia – e noi siamo dovuti andare via perché l’aria si era fatta pesante e non volevamo rischiare di essere aggrediti. Durante la giornata, inoltre, alcuni riescono anche a entrare nel porto e dalla scogliera si lanciano sui container che stazionano al molo di ponente 3». I tentativi di raggiungere i traghetti diretti a Genova e Civitavecchia si ripetono da giorni. Per motivi di sicurezza e per impedire gli accessi non autorizzati a bordo, i portelloni di alcune navi vengono temporaneamente mantenuti sollevati in attesa dell’intervento della polizia di frontiera. Nell’impossibilità di partire, alcune delle persone rimaste nello scalo hanno iniziato da settimane a trascorrere le giornate e le notti all’interno e nei pressi della stazione marittima, tornando poi a tentare l’imbarco. Una situazione che, secondo il personale, sta diventando sempre più difficile da gestire, soprattutto n elle ore serali e al momento della chiusura della struttura. «Chiediamo a gran voce di non essere lasciati soli – conclude Francesca Capra – soprattutto all’orario di chiusura della stazione marittima, perché la situazione sembra ormai sfuggita di mano».
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