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Irpef, torna l’ipotesi del taglio: ecco chi potrebbe risparmiare fino a 500 euro all’anno

Irpef, torna l’ipotesi del taglio: ecco chi potrebbe risparmiare fino a 500 euro all’anno

Allo studio l’estensione dello scaglione al 33% fino a 55mila euro, con benefici soltanto per chi supera i 50mila euro di imponibile

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Roma Fino a 500 euro di tasse in meno all’anno, ma soltanto per chi supera i 50mila euro di reddito imponibile. È l’effetto potenziale dell’intervento sull’Irpef tornato nel confronto sulla manovra, all’esame oggi, mercoledì 28 ottobre, del Consiglio dei ministri. Il governo valuta di estendere nel 2027 l’applicazione dell’aliquota del 33% fino a 55mila euro: una proposta ancora legata alla disponibilità delle coperture.

Il meccanismo riguarda l’ampiezza degli scaglioni. Oggi il prelievo è del 23% sulla parte di reddito fino a 28mila euro, del 33% sulla quota tra 28mila e 50mila e del 43% su quella superiore. L’ipotesi non abbasserebbe ulteriormente il 33%, ma lo applicherebbe anche ai cinquemila euro compresi tra 50mila e 55mila. La seconda aliquota era già stata ridotta dal 35% al 33% con la precedente legge di bilancio.

La differenza sarebbe di 100 euro annui per ogni mille euro di imponibile che passano dal 43% al 33%. A 52mila euro, quindi, il vantaggio sarebbe di 200 euro; a 55mila raggiungerebbe il massimo di 500 euro. Oltre questa soglia, nel calcolo dell’Irpef lorda, lo sconto non crescerebbe ulteriormente. Fino a 50mila euro, invece, questo specifico intervento non produrrebbe benefici.

Resta distinta l’eventuale seconda fase: se lo scaglione al 33% fosse esteso a 60mila euro dal 2028, il risparmio massimo complessivo rispetto alle regole attuali salirebbe a mille euro annui. Anche questa è un’ipotesi, da confermare nei contenuti e nelle decorrenze.

Risparmio annuo teorico sull’Irpef lorda rispetto alle aliquote attuali
Reddito imponibile Ipotesi 2027: soglia a 55mila euro Eventuale fase 2028: soglia a 60mila euro
Fino a 50.000 euro Nessuno Nessuno
51.000 euro 100 euro 100 euro
52.000 euro 200 euro 200 euro
55.000 euro 500 euro 500 euro
56.000 euro 500 euro 600 euro
58.000 euro 500 euro 800 euro
60.000 euro e oltre 500 euro 1.000 euro

Le simulazioni riguardano il reddito fiscalmente imponibile, che non coincide necessariamente con la retribuzione annua lorda indicata nel contratto. Gli importi non considerano detrazioni, addizionali regionali e comunali o eventuali correttivi della riforma: non rappresentano quindi automaticamente l’aumento del netto in busta paga.

Il confronto sulla manovra comprende anche una mini-Irpef per i lavoratori fino a trent’anni con redditi bassi, una flat tax al 5% per i neoassunti under 35 e una tassazione più leggera delle tredicesime per chi guadagna meno. Per le madri lavoratrici si valuta l’estensione a chi ha due figli dello sgravio contributivo da tremila euro annui già previsto per chi ne ha almeno tre.

Tra le altre proposte figura l’esenzione dal bollo per i van da sei a nove posti, fino a 133 kW, delle famiglie con almeno quattro figli. Sul versante pensionistico, rinviata la norma sull’uscita a 64 anni sostenuta dalla Lega, si punta a un fondo da poco meno di un miliardo, da utilizzare con un provvedimento a gennaio. Per definire beneficiari, requisiti e importi effettivi sarà decisivo il testo della legge di bilancio.

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