La Nuova Sardegna

Il caso

Bare cinesi a prezzi stracciati: l’industria funebre in crisi chiede aiuto all’Ue

Bare cinesi a prezzi stracciati: l’industria funebre in crisi chiede aiuto all’Ue

Cosa è la scappatoia Ikea e l’allarme vernici tossiche

2 MINUTI DI LETTURA





Le bare prodotte in Cina arrivano sul mercato europeo a prezzi molto più bassi rispetto a quelle realizzate dalle aziende locali, mettendo in difficoltà l'industria funebre del continente. Secondo i dati citati dai produttori, una bara costa circa 260 euro da realizzare in Italia e appena 80 euro in Cina, dove il prezzo di vendita in Europa può scendere tra i 100 e i 110 euro. Una concorrenza che ha spinto i fabbricanti europei a chiedere l'intervento della Commissione Ue e l'apertura di un'indagine antidumping.

Come riportato da Politico, nelle scorse settimane una delegazione di costruttori europei ha incontrato i funzionari comunitari per sollecitare verifiche sulle importazioni cinesi. L'obiettivo è accertare se i prezzi particolarmente bassi siano legati a pratiche commerciali scorrette e a eventuali sussidi statali. Un quarto delle aziende europee ha chiuso in cinque anni La crisi del settore avrebbe già prodotto conseguenze significative. Negli ultimi cinque anni il numero dei produttori europei di bare sarebbe passato da 120 a 90, con la chiusura di circa un quarto delle aziende. Nello stesso periodo sono aumentate le importazioni dalla Cina.

Il valore delle casse da morto in legno arrivate nell'Unione europea è passato dai 16 milioni di euro del 2022 ai 28 milioni del 2025. I dati sui costi sono stati richiamati anche in un'interrogazione degli eurodeputati di Fratelli d'Italia al commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic. Secondo quanto riportato, il divario sarebbe legato al costo della manodopera, al prezzo del legname e agli incentivi all'esportazione, oltre che agli aiuti pubblici.

La denuncia dei produttori non riguarda soltanto la concorrenza economica. Nel dossier presentato alle istituzioni europee vengono sollevati anche dubbi sulla sicurezza dei materiali utilizzati nella produzione cinese. Secondo quanto sostenuto dai parlamentari europei, alcune aziende impiegherebbero vernici tossiche vietate nell'Unione europea. Le sostanze, durante la cremazione, potrebbero rilasciare nell'atmosfera microparticelle cancerogene. I produttori chiedono quindi verifiche anche sull'effettiva applicazione dei controlli alle merci importate.

Un altro problema segnalato riguarda le modalità di importazione. I produttori denunciano infatti l'utilizzo di quella che viene definita «scappatoia Ikea»: le bare verrebbero spedite dalla Cina smontate, in singoli componenti, e dichiarate in dogana con codici merceologici generici riferiti al legno o all'arredamento. Una volta arrivate in Europa, e in particolare in Italia, verrebbero riassemblate e commercializzate come prodotti finiti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il commento

Cagliari, beffa all’Olimpico: la Lazio vince nel finale tra le polemiche

I soccorsi

Paura a Porto Torres: fiamme nei capannoni di Rfi, sgomberata la sede dell'Avis

Le nostre iniziative