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Manovra

Statali, piano per sbloccare la liquidazione: meno attese e stop alle rate dal 2035

Statali, piano per sbloccare la liquidazione: meno attese e stop alle rate dal 2035

Tempi più brevi per chi va in pensione di vecchiaia e prime quote più alte: il calendario previsto dal governo e lo sconto fiscale sugli stipendi

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Roma Prima accorciare l’attesa per ricevere la liquidazione, poi superare il pagamento a rate. Il governo inserisce nella manovra 2027 un percorso per cambiare l’erogazione del Trattamento di fine servizio, la buonuscita dei dipendenti pubblici. Il traguardo è fissato al 2035, ma il piano riguarda chi lascia il lavoro per raggiunti limiti di età e segue un calendario legato all’anno di maturazione dei requisiti pensionistici.

La proposta arriva dopo i ripetuti richiami della Corte costituzionale, che ha contestato la compatibilità dei pagamenti differiti e dilazionati con il diritto a una retribuzione adeguata. Con l’ordinanza depositata il 5 marzo, la Consulta ha lasciato al legislatore il tempo per intervenire, rinviando la discussione al 14 gennaio 2027.

Il primo cambiamento è già previsto dalla precedente legge di Bilancio: per chi matura i requisiti nel 2027, l’attesa obbligatoria per la prima quota scende da dodici a nove mesi. Il nuovo disegno di legge prosegue con sei mesi per i requisiti raggiunti nel 2028 e tre per quelli del 2029. Dal 2030 verrebbe eliminato il rinvio imposto dalla legge. Resterebbero comunque i tempi amministrativi per effettuare il pagamento: l’azzeramento del differimento non significa ricevere il denaro il giorno del pensionamento.

Per incassare tutta la buonuscita, invece, gli importi più elevati continuerebbero inizialmente a essere suddivisi. Oggi il versamento è unico fino a 50mila euro lordi, mentre oltre questa soglia la somma viene distribuita in più quote annuali.

Dal 2031 il tetto del primo pagamento salirebbe progressivamente: 60mila euro, poi 70mila nel 2032, 80mila nel 2033 e 90mila nel 2034. Un lavoratore che maturasse i requisiti nel 2031 con un Tfs di 100mila euro riceverebbe quindi una prima quota di 60mila euro e i restanti 40mila l’anno successivo. Per chi raggiungesse i requisiti dal 2035, il piano prevede il pagamento in un’unica soluzione. Questo calendario non si estende automaticamente a chi sceglie il pensionamento anticipato.

La manovra interviene anche sulle buste paga. Per il 2027 è prevista la conferma dell’imposta sostitutiva del 15% su un massimo di 800 euro di trattamento accessorio, comprese le indennità fisse e continuative. La misura interessa il personale non dirigente con reddito da lavoro dipendente nel 2026 non superiore a 50mila euro, fatte salve le esclusioni previste.

Sul fronte delle assunzioni, per ministeri, Presidenza del Consiglio, agenzie ed enti pubblici non economici, il limite del ricambio nel 2027 sarebbe fissato al 75% della spesa relativa al personale cessato nell’anno precedente, con ritorno al 100% dal 2028.

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