Aule deserte e cattedre a rischio: nel 2040 in Sardegna ci sarà il 38% in meno di alunni – Le proiezioni
Allarme rosso per il comparto istruzione in tutta Italia ma l’isola paga il prezzo più alto a causa della denatalità : il taglio dei docenti raggiungerà il 40%
Sassari L'inverno demografico che rischia di trasformarsi in un vero e proprio deserto per il sistema scolastico italiano. Da qui al 2040 — a meno di quindici anni da oggi — il Paese si troverà a fare i conti con due milioni di studenti in meno (-15,6% la proiezione complessiva). È la fotografia scattata da una recente elaborazione della Fondazione Agnelli sui dati Istat, che delinea una mappa nazionale segnata da aule svuotate, chiusure di plessi e cattedre cancellate.
La voragine in Sardegna
Se la media italiana delinea una contrazione drastica — con una stima di circa 100 mila classi in meno e una sforbiciata del 23,1% sul personale docente — a registrare la crisi più profonda e sistemica è la Sardegna, che si conferma la maglia nera d'Italia con quasi il 40% in meno tra banchi e cattedre. I numeri che riguardano l'Isola nel 2040 raccontano una ritirata demografica senza paragoni nel resto della penisola.
In Sardegna si contano in media ogni anno 5mila iscritti in meno (leggi qui i numeri dell’anno scolastico 2025-2026)
Un dato confermato dalle tabelle elaborate dagli esperti, nelle quali la Sardegna registra i tassi di calo più alti in assoluto:
Studenti (0-18 anni): la popolazione scolastica subirà una drastica riduzione del -37,9%, scendendo a quota 128.029 iscritti
Classi: le classi si ridurranno del -39,7%, riducendosi a sole 5.535.
Docenti: di pari passo andrà il taglio del personale, con una previsione di 9.765 insegnanti (-39,6%).
Per avere un termine di paragone, la seconda regione d'Italia a soffrire maggiormente sarà la Basilicata (con un calo degli studenti attorno al 31,5%), mentre le regioni del Nord si attesteranno su riduzioni comprese tra il 15% e il 18%. La Sardegna corre dunque a una velocità doppia rispetto alla media nazionale, rischiando il collasso strutturale di interi istituti, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne.
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