Intelligenza artificiale, il Nobel Hinton avverte su una nuova Chernobyl: rischio catastrofe entro il 2027
Uno dei padri dell’Ai ipotizza attacchi capaci di bloccare la rete elettrica o impedire per giorni l'accesso ai conti correnti
Sassari Un grave attacco informatico capace di mettere in ginocchio un'intera rete elettrica o di bloccare per giorni il sistema finanziario. È lo scenario che potrebbe trasformarsi nella «Chernobyl dell'intelligenza artificiale», un evento dalle conseguenze tanto pesanti da costringere finalmente governi e grandi aziende a intervenire sui rischi legati a questa tecnologia. A lanciare l'allarme è Geoffrey Hinton, premio Nobel per la Fisica nel 2024 e tra i principali protagonisti dello sviluppo dell'intelligenza artificiale moderna.
«Forse sarebbe stato meglio se l'umanità non avesse mai sviluppato questa tecnologia», ha detto in un'intervista al Guardian. Lo scienziato indica la fine del 2026 o il 2027 come possibile orizzonte temporale per un incidente di portata eccezionale. Una previsione che assume particolare rilevanza in un momento segnato da attacchi, intimidazioni e sabotaggi. Non ci sono elementi che dimostrino un coinvolgimento dell'intelligenza artificiale negli episodi più recenti. Tuttavia, il suo impiego nel campo della criminalità informatica è già una realtà. Criminali digitali e hacker riconducibili ad apparati statali utilizzano questi strumenti per automatizzare le operazioni offensive, individuare punti deboli nei sistemi informatici, sviluppare software malevolo e rendere più credibili le truffe. Secondo Hinton, però, il problema potrebbe assumere dimensioni ancora maggiori. Lo scienziato, che ha lasciato Google nel 2023 anche per poter parlare liberamente dei pericoli dell'intelligenza artificiale, ritiene che la tecnologia possa presto diventare uno strumento capace di provocare conseguenze molto più gravi.
Lo scenario della nuova Chernobyl
Il paragone con il disastro nucleare di Chernobyl non va interpretato in senso letterale. Hinton non ipotizza un'esplosione o una catastrofe nucleare, ma utilizza quell'episodio come riferimento per descrivere un evento talmente grave da segnare un punto di svolta nella percezione dei rischi tecnologici. Tra le possibilità prospettate c'è un attacco informatico alla rete elettrica, in grado di provocare un blackout su larga scala. Un'altra ipotesi riguarda il sistema finanziario: un'operazione capace di bloccarne il funzionamento per un'intera settimana, impedendo a milioni di cittadini e aziende di accedere ai propri conti e di effettuare pagamenti.
«Riusciremmo a riprenderci», ma le conseguenze sarebbero tali da rendere impossibile ignorare ancora il problema. Un incidente di questa portata potrebbe infatti rappresentare la spinta decisiva per indurre i governi ad affrontare concretamente la questione della sicurezza e della regolamentazione dell'intelligenza artificiale. Lo scienziato esclude tuttavia che un simile evento sarebbe sufficiente a convincere tutti i governi. Nel suo intervento cita in particolare l'amministrazione di Donald Trump, che continua a opporsi a una regolamentazione internazionale dell'intelligenza artificiale.
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