Fiume Santo, sicurezza sociale a rischio
Allarme di Cgil, Cisl e Uil che hanno chiesto un incontro urgente con il prefetto Salvatore Mulas: «Serve un tavolo a Roma»
SASSARI. La cancellazione dell’investimento per l’infrastruttura di Fiume Santo diventa un problema sociale. Una questione di sicurezza, perchè annulla una opportunità di sviluppo data per acquisita e sulla quale aveva puntato con decisione il nord Sardegna per contrastare una crisi devastante. I segretari generali confederali di Cgil, Cisl e Uil - Antonio Rudas, Gavino Carta e Giuseppe Macioccu - con queste motivazioni si sono rivolti ieri al prefetto Salvatore Mulas che, fin dal principio, sta seguendo con particolare attenzione l’evoluzione delle vertenze del polo energetico di Fiume Santo e del Petrolchimico di Porto Torres.
I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro urgente «per discutere della vertenza E.On e dei rischi che potrà comportare l’annullamento del finanziamento di 750 milioni di euro».
Al prefetto, i segretari di Cgil, Cisl e Uil vogliono trasferire «la diffusa preoccupazione emersa dall’ultimo incontro con le rappresentanze dei lavoratori rispetto all’effetto delle decisioni aziendali sulla tenuta, anche a breve termine, dell’occupazione. Ma anche l’allarme per i segnali di difficoltà nel governo delle dinamiche sociali conseguenti».
Inutile cercare di minimizzare. Mai come in questo momento, i sindacati sentono il peso di una responsabilità schiacciante. Vedere crollare un castello messo su a fatica e passeggiare tra le macerie non è una situazione piacevole. Anche perchè tutto intorno c’è l’aggressione di una crisi che non lascia scampo e che sta spingendo migliaia di lavoratori nel solco della disperazione. E quando crollano anche le poche certezze rimaste, ecco che ci trova a essere seduti su una piattaforma calda che può esplodere da un momento all’altro.
La preoccupazione è giustificata, e il passaggio con il prefetto è un atto di responsabilità che non ha bisogno di interpretazioni.
«L’assenza delle risposte attese – hanno scritto Rudas, Carta e Macioccu nella lettera inviata al rappresentante del Governo – può pregiudicare la sicurezza di un sito sensibile come quello di Fiume Santo». L’appello rivolto al prefetto Salvatore Mulas è quello di chiedere al ministero dello Sviluppo economico «la convocazione di un incontro che consenta di definire positivamente una vertenza fondamentale per il territorio del Sassarese».
L’appuntamento con il prefetto sarà definito nelle prossime ore e sarà l’occasione per focalizzare l’attenzione su una vicenda che è alla base del piano di rilancio economico e produttivo del territorio.
Si riparte, quindi, da una certezza - il polo energetico di Fiume Santo - e dall’esigenza di difendere l’ammodernamento di un sito industriale che altrimenti può diventare un problema serio sotto il profilo ambientale e della tutela della salute pubblica. Gli interventi approvati e finanziati avevano soprattutto questo scopo: eliminare i vecchi gruppi 1 e 2 a olio combustibile, inquinanti e fuori norma e dare risposte moderne alle richieste che arrivano dal mercato dell’energia. Il dietro-front di E.On crea una situazione terribile, con la beffa che proprio i gruppi inquinanti potrebbero essere tenuti in marcia per fare fronte alle esigenze produttive. Ci sono forti tensioni, alimentate anche dai continui tagli nel settore delle manutenzioni della centrale.
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