Siligo, Cossiga scalza Vittorio Emanuele

Il re è stato spodestato della strada principale, Gavino Ledda commenta: «avrei preferito via Muflone»

SILIGO. Francesco Cossiga scalza Vittorio Emanuele di Savoia. La Repubblica batte la monarchia per la seconda volta, almeno a Siligo, dove qualche settimana fa la via principale del paese è stata intitolata all’ex presidente della Repubblica. Una piccola rivoluzione nella toponomastica che ha scatenato polemiche e ha diviso il paese in favorevoli e contrari. Il secondo gruppo si divide tra chi coltiva perplessità sul personaggio politico, figlio illustre del paese ma anche figura politica dalla storia controversa, dall’altra quelli che devono fare i conti con problemi burocratici per modificare l’indirizzo sui tabulati.

Tra i residenti nella nuovissima via Cossiga c’è un altro personaggio silighese di fama nazionale: lo scrittore Gavino Ledda. L’autore di “Padre Padrone” entra in un dibattito che, dice, non c’è stato ed è stato l’unico errore di metodo dell’amministrazione comunale. «Pensavo che prima della realizzazione si sarebbe dato vita a un grande dibattito dal valore storico e politico, ma invece nulla – commenta –. E ho vissuto un immenso travaglio interiore che sto ancora smaltendo».

«Siligo ha perso un'occasione per fare una lezione di storia e di democrazia a se stessa e all'Italia intera». Dibattiti, assemblee con esperti di storia del Risorgimento, di storia sarda e di quella repubblicana, fino a un possibile referendum: queste dovevano essere le direttrici dell'azione amministrativa secondo Gavino. «Amus iscutu fora su re (abbiamo cacciato il re) – dice –, ma la gente deve conoscere le vicende della Sardegna sotto i Savoia. Ci hanno vessato, resi schiavi. Ci hanno munto l'anima. Hanno si unito l'Italia, ma di fatto l'hanno piemontesizzata». Metodo sbagliato, quindi. O, per usare le parole di Gavino Ledda, una «mancanza di tatto politico» che ha alimentato le contrapposizioni già presenti “in bidda sua”.

Ledda non è convinto delle motivazioni dell'amministrazione, basate essenzialmente sui criteri della cittadinanza. «Posta in questi termini è una scelta limita e limitante, anzi è senz'altro una discriminante per altri uomini politici sardi di elevata statura del campo repubblicano. Senza nulla togliere all'amico Francesco, penso che sarebbero andati bene Enrico Berlinguer o Emilio Lussu. Ma anche il trentino Alcide De Gasperi». «Certo – ha proseguito Gavino – fosse per me avrei fatto “via Muflone”, come per simboleggiare un colpo di testa inferto a Vittorio Emanuele II». Un risultato importante quindi, nonostante il metodo e le giustificazioni. Per Ledda infatti «l'amministrazione comunale ha fatto qualcosa di grande senza saperlo, ha fatto centro per sbaglio!». Ma è il risultato che conta, e ora la speranza è che altrove lo si raggiunga. Indietro Savoia!

WsStaticBoxes WsStaticBoxes