«Ganau adesso dovrebbe dimettersi»

Prosegue l’inchiesta sul Puc: dopo la richiesta di rinvio a giudizio i consiglieri del Pdl chiedono al sindaco di farsi da parte

SASSARI. La chiusura delle indagini preliminari è datata febbraio, mentre da luglio sulla scrivania del gup è stata depositata la richiesta di rinvio a giudizio. L’inchiesta sul Puc va dunque avanti e il sindaco Ganau, i consiglieri comunali che nel 2008 votarono il Piano e i tecnici che lo predisposero (in tutto 36 indagati), adesso diventano imputati. Significa che se a dicembre il giudice dell’udienza preliminare accoglierà la richiesta della Procura, fisserà la data del processo per abuso d'ufficio, falso ideologico, tentata concussione e tentata estorsione. A quel punto si aprirebbe la fase dibattimentale vera e propria e le dimissioni di Ganau sarebbero scontate.Ma secondo gli esponenti del Pdl non sarebbe giusto attendere tre mesi per farsi da parte: «La situazione è già grave e il primo cittadino, come gesto di correttezza nei confronti di tutti i cittadini, dovrebbe dimettersi». Perciò giovedì, in occasione del prossimo Consiglio, è molto probabile che il capogruppo del Pdl Antonello Desole chieda la parola per mozione d’ordine e formalizzi la richiesta di dimissioni. «E’ preoccupante che il sindaco – sottolinea Manuel Alivesi – nonostante conoscesse il provvedimento da diverso tempo, non abbia ritenuto opportuno informarne l’assemblea cittadina. I tempi che stiamo vivendo impongono la massima trasparenza e una richiesta di rinvio a giudizio non può passare inosservata». Anche Gigi Pisanu è su questa linea, l’unico suo distinguo riguarda la richiesta di dimissioni: «E’ un atto spontaneo e individuale, che dipende dalla coscienza di ognuno. non bisogna trascurare il fatto, tuttavia, che una richiesta di rinvio a giudizio potrebbe alterare la serenità amministrativa». Giampiero Uneddu, invece, su questo aspetto la pensa diversamente. E’ molto più drastico e categorico: «Qui non si tratta di una decisione individuale e personale. Il Puc è l’azione di governo più importante e il sindaco non ha il diritto di decidere spontaneamente. Anzi, dovrebbe essere la sua stessa maggioranza a chiedergli di farsi da parte, sempre che non voglia essere considerata corresponsabile degli errori commessi». I reati contestati a Ganau, lo ricordiamo, si riferiscono a presunte pressioni esercitate sull’impresario Nicolino Brotzu nell’ambito del progetto di realizzazione del centro commerciale nell’ex consorzio agrario, poi diventato Tanit. In ballo c’è anche un presunto conflitto di interessi del primo cittadino sul Puc: nel 2008 non si è astenuto dalla votazione del Piano pur sapendo che la cartografia avrebbe reso edificabili i terreni di alcuni suoi parenti. Proprio su questo tasto batte Antonello Desole: «Troppe volte noi della minoranza avevamo messo in guardia il sindaco sulle illegittimità del Puc. Ciò che è avvenuto oggi è frutto della scelta di ignorare i nostri avvertimenti». E Giovanni Fadda: «Finora la dimensione del problema è stata sempre minimizzata. Sono curioso di vedere come si comporterà l’Idv, visto che il rispetto della legalità è sempre stato il baluardo del partito». Giancarlo Carta, invece, ha buona memoria. Dice: «Il sindaco in epoche non sospette chiese le dimissioni di un assessore della giunta Sanna perché fu arrestato. In quell’occasione dichiarò: «Se mai dovessi ricevere un avviso di garanzia non esiterei un istante a farmi da parte. Con gli anni avrà cambiato opinione?». Il sindaco da parte sua preferisce non commentare: «Chiarirò la mia posizione davanti al gup», è la sua unica, laconica, dichiarazione.

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