L’Asinara assediata da liquami e rifiuti, nessuno li porta via

Il blocco del collegamento con la motonave per Porto Torres rischia di provocare una seconda emergenza nel parco

SASSARI. Liquami in paradiso. L'Asinara rischia di venire sommersa dai rifiuti, inondata da scarichi fognari. La melma potrebbe inquinare le acque trasparenti di Cala d'Oliva. Tutto perché è stato soppresso il collegamento con Porto Torres, per anni assicurato dalla Delcomar. Con il depuratore in tilt, attualmente funziona solo da vascone per i reflui, e con le altre scorie solide che si accumulano nei compattatori, l'unico mezzo per portarli via era la motonave.

«E ora come faremo?», si chiedono l'amministrazione comunale e i dirigenti del parco. Lo stop ai trasporti, oltre al blocco del traffico passeggeri-merci da Porto Torres, provoca contraccolpi per la sicurezza sull'isola: «L'Enel in questi giorni ci ha confermato che, senza un traghetto che porti a destinazione i suoi uomini e i suoi mezzi, non potrà più garantire la manutenzione del faro di Punta Scorno, dei pannelli elettrici e degli altri impianti dislocati sull'isola», sostiene il sindaco, Beniamino Scarpa.

Se dalla Regione continueranno a non dare risposte sul ripristino dei collegamenti, con ogni probabilità il primo cittadino dovrà prendere in affitto un altro cargo per tamponare almeno le emergenze più gravi. Nel frattempo si attendono eventuali sviluppi della segnalazione-denuncia presentata qualche giorno fa dal presidente dell'oasi naturalistica alla procura della Repubblica e al prefetto di Sassari. Un documento nel quale s’ipotizza l’interruzione di pubblico servizio.

Le corse quotidiane sono state cancellate ormai da svariate settimane. Domenica 21 ottobre la Sara D è partita per Carloforte col suo equipaggio di otto uomini. L'Asinara, in passato balzata alle cronache nazionali per il supercarcere e più di recente per essersi trasformata nell'Isola dei cassintegrati (della Vinyls) che l'hanno occupata per oltre un anno, oggi è conosciuta in tutto il Mediterraneo per le specie animali in via di estinzione, per le bellezze paesaggistiche, per le splendide baie e le coste incontaminate. Tutto ciò che la rende un parco.

Ma è raggiungibile, con i barconi che portano i turisti e altre imbarcazioni private, solamente da Stintino, con sbarco a Fornelli, e non più a Cala Reale. Ai disagi per i residenti di fatto bloccati a Cala d'oliva e negli altri pochi centri abitati e alle sofferenze degli animali (che devono essere riforniti di mangimi in queste condizioni difficili) si aggiunge adesso il dissesto sul piano dell'igiene.

Dice infatti il sindaco di Porto Torres: «Nella lettera che ho inviato il 19 ottobre all'assessore regionale ai Trasporti, Christian Solinas, ho parlato esplicitamente delle emergenze ambientali, di pubblica sicurezza e sanitarie. Queste ragioni mi hanno spinto a seguire un percorso senza precedenti che avrebbe dovuto portare a garantire il collegamento sino a fine 2012, in attesa del nuovo bando di assegnazione delle corse». «Al Comune erano state dalla Regione precise garanzie, ma le promesse non sono state mantenute», afferma Scarpa.

Amareggiato il presidente del Parco, che insieme con il direttore dell'Ente, l'ingegner Pier Paolo Congiatu, non cessa di monitorizzare il quadro che si è venuto a creare per trovare soluzioni tempestive. All'assessore regionale al Turismo, Luigi Crisponi, che con una battuta, sabato scorso, aveva detto che a pagare la linea avrebbe dovuto essere E.On per i danni provocati all'ambiente con il versamento di carburante in mare, Pasqualino Federici, ex senatore pdl, replica secco: «Evidentemente, sa che quella società, contro la quale il Parco si è costituito parte civile, ha ricevuto dalla stessa Regione molti denari e può permettersi di pagare».

Ma adesso c'è da affrontare l'allarme. «E certo non possiamo far finire in mare i liquami mentre l'assessore Solinas e i suoi compagni sardisti che ogni tanto vorrebbero mettere le loro bandiere sull'isola poi se ne disinteressa++no nei fatti: un motivo in più, comunque, per agire in ogni sede competente contro chi sta firmando la condanna a morte di quest'oasi marina», conclude il presidente Federici.

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