«Una città sostenibile: ecco cosa ho fatto e farò»

La Nuova apre il dialogo tra i lettori e il primo cittadino di Sassari Gianfranco Ganau: scrivete a ilsindacorisponde@lanuovasardegna.it. Le risposte anche sul sito

SASSARI. Le città si trasformano, con quartieri che si svuotano mentre altri rioni nascono e si popolano, si spostano le attività produttive, ora si decide di costruire verso il mare, ma più avanti le nuove case sorgono nelle aree più interne. Piani regolatori ora inesistenti o che vengono modificati in corso d’opera. Scelte di amministratori che si succedono e scelte che a distanza di decenni magari fanno storcere il naso a chi quelle scelte si ritrova a governare.

Centro storico. È la storia di molte città italiane cresciute tra tante contraddizioni ed è un po’ la storia di Sassari, con un centro storico che insigni urbanisti hanno catalogato tra i più vasti e meglio conservati in Italia, con tradizioni secolari oggi all’attenzione dell’Unesco che premia i Candelieri con il riconoscimento di Patrimonio immateriale dell’Umanità. Ma viviamo anche in una città dove una volta c’erano i tanto pregiati orti e oliveti sui quali Sassari aveva costruito le sue fortune economiche, e dove invece si è spazzato via il verde per innalzare i capannoni di una zona industriale che si voleva centrale e collegata con il petrolchimico, il porto di Porto Torres e l’aeroporto di Alghero.

Orti e Zir. Negli Anni 60 e 70 il territorio si apriva all’industria, si abbandonavano le campagne e Sassari cominciò a essere una città di servizi, molte attività produttive furono trasferite nella periferica Zir di Predda Niedda che in pochi decenni si trasformò però da zona industriale in mega area commerciale, ospitando migliaia di superfici dei centri commerciali, scelta che oggi innalza Sassari tra le città che hanno il più alto indice di metri quadri per la grande distribuzione, in rapporto al numero degli abitanti.

I sassaresi sanno essere i più atroci critici delle scelte che un amministratore può aver fatto nel passato e soprattutto sanno essere puntuali osservatori della situazione che si vive oggi in questa nostra città. Ci si chiede spesso quanto si vive bene o quanto male tra i nostri quartieri, se l’amministrazione comunale governa col giusto metro, se le scelte che il sindaco fa sono davvero quelle che il cittadino ha desiderato. «Il sindaco deve spiegare perchè..., se potessi direi al sindaco..., ma quando mai un sindaco?...». Quante volte ci sarà capitato di voler chiedere qualcosa al primo cittadino. Tanti dibattiti sulle scelte dell’amministrazione si aprono nei convegni, nei luoghi di lavoro, a tavola, al bar, quando si sta in fila a uno sportello. Già perchè in questa città ci abitiamo, lavoriamo, qui trascorriamo il tempo libero e ognuno ha un suo progetto di città, si fa un film e vorrebbe vederne qualche fotogramma. Tante domande, considerazioni che La Nuova propone che sia proprio il cittadino a rivolgere direttamente al sindaco Gianfranco Ganau.

Domande e risposte. La Nuova apre a questo dialogo: basta scrivere una domanda all’indirizzo di posta elettronica ilsindacorisponde@lanuovasardegna.it. Pubblicheremo le vostre domande con le risposte scritte dal sindaco che ha acconsentito alla nostra proposta. Spazio troverete anche sul sito della Nuova. Nel frattempo, alcune domande, da cittadini, le abbiamo rivolte noi a Ganau.

Com’era Sassari quando lei si è insediato al governo della città nel 2005. In un momento in cui l’allora ministro Pisanu, aveva ammonito “Sassari, svegliati”?

La mancanza per decenni di un piano regolatore generale ha creato grande disordine, con quartieri nati senza neppure i servizi primari. Spazi verdi inutilizzati e il centro storico aggredito dalle auto e sempre più spopolato, le piscine chiuse, lo stadio inagibile perchè fuori norma. La prima scelta è stata quella di utilizzare le risorse della passata amministrazione Campus, per i progetti di recupero del centro storico e una riqualificazione complessiva della città, con servizi decentrati, anche rispetto alle necessità dei cittadini, agli spazi da vivere diversamente, con attenzione verso i giovani e gli anziani: i parchi sono raddoppiati, la viabilità è migliorata grazie alle rotatorie che regolano il traffico in tutte le parti della città. E con un traffico più scorrevole, è migliorata anche la qualità dell’aria. Progettiamo per il risparmio energetico con l’obiettivo di costruire una città sostenibile.

Non c’erano piani regolatori, ma adesso non c’è ancora il Puc

Noi abbiamo provato a fare il Puc e a disegnare un modello di città per i prossimi vent’anni, cercando di ricucire tutti i quartieri con un piano omogeneo. Aspettiamo il parere di conformità da parte della Regione. C’è stata una proroga di 60 giorni per il Pai, il piano di assetto idrogeologico, che avevamo stralciato e lo abbiamo presentato. Con la Regione c’è stata una proficua interlocuzione e abbiamo risposto a tutte le osservazioni. Questa settimana ci sarà una verifica e quindi, attendiamo il parere in tempi brevi.

La Ztl andava fatta ora?

Ritengo proprio di sì. Avevamo creato le precondizioni per attuare la zona a traffico limitato in un centro storico dove si registravano tassi di inquinamento spaventosi. Quindi, scelte ambientali con meno auto e più mezzi pubblici, parcheggi interrati e recupero di spazi e servizi, con maggior decoro e arredo urbano. I dati del commercio cittadino, nonostante le polemiche, non sono negativi, anzi. E penso che la Ztl abbia portato vantaggi non solo di tipo ambientale ma anche di pregio urbanistico.

Ma quando avremo una città più pulita?

Anche noi amministratori non siamo soddisfatti della pulizia della città. C’è comunque un dato: portiamo in discarica il 40% per cento in meno di rifiuti che quindi vengono differenziati. A marzo andrà a regime il nuovo appalto e speriamo nella collaborazione dei cittadini perchè sappiano separare meglio i rifiuti e conferiscano nei cassonetti giusti.

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