Argentiera, ecco i fondi per le bonifiche
Dal Comune un milione e mezzo di euro, ma i proprietari dei terreni si rivolgono al Tar per non contribuire ai risanamenti
SASSARI. Il Comune di Sassari dà il via alle bonifiche all’Argentiera ma in tribunale dovrà difendersi da un nuovo affondo dei privati che con nuovi documenti e istanze chiedono al Tar di bloccare l’intervento per far sì che tutti i costi delle operazioni di risanamento ambientale siano accollati all’amministrazione comunale. Il 3 ottobre l’assessorato ai Lavori pubblici ha consegnato i lavori da 1,5 milioni di euro alla ditta Angius costruzioni, vincitrice dell’appalto, che ora potrà finalmente aprire i cantieri.
Per fare questo il Comune ha disposto l’occupazione temporanea degli immobili di proprietà dell’Argentiera spa, società proprietaria dei terreni su cui saranno eseguite le bonifiche, e società su cui Palazzo Ducale si rifarà in sede legale per il risarcimento dei costi sostenuti.
Proprio contro il provvedimento di occupazione temporanea degli edifici, l’Argentiera spa ha presentato richiesta di sospensiva al Tribunale amministrativo regionale, accorpando l’istanza al ricorso già depositato tempo fa, proprio riguardo alla paternità delle bonifiche nei terreni dell’ex borgata mineraria.
L’udienza che entrerà nel merito della vicenda è stata fissata per il 6 novembre, e in quella data il Tar deciderà se gli oneri delle operazioni di bonifica dovranno essere a carico delle casse comunali o se a pagare dovranno essere i proprietari dei terreni.
A Palazzo Ducale non hanno dubbi in merito: «Il testo unico ambientale dispone che a risanare le aree inquinate, qualora non sia stato possibile individuare i responsabili, debbano essere i proprietari dei terreni», spiega l’assessore ai Lavori Pubblici, Salvatore Demontis.
«Se i proprietari sono inadempienti, come in questo caso, spetta al Comune farsi carico delle bonifiche, salvo poi rivalersi sui privati per recuperare i costi sostenuti».
Di diverso avviso è la società Argentiera spa che ha chiesto al Tar di cancellare la delibera della Giunta comunale con cui è stato approvato il progetto di bonifica del sito e di dichiarare il Comune inadempiente rispetto a un accordo siglato fra le parti nel 2007. Secondo quell’intesa siglata sei anni fa i privati avevano ceduto gratuitamente al Comune alcuni edifici storici, come il pozzo Podestà e l’antica laveria, e in cambio Palazzo Ducale avrebbe dovuto riconoscere all’Argentiera spa nuove volumetrie edilizie.
Un’intesa che il Comune non ha mai rinnegato, esclusa la parte in cui l’Argentiera spa sostiene che le bonifiche debbano essere a spese dell’amministrazione pubblica. Ora il tribunale amministrativo regionale della Sardegna dovrà stabilire chi ha ragione.
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