«Una parola per uscire dalla crisi: lavoro»

Muretti riconfermato segretario della Filctem-Cgil: bonifiche, energia e chimica verde per ripartire

SASSARI. «Per uscire dallo stato di profonda crisi nel quale ci troviamo, abbiamo una sola possibilità, il lavoro». Massimiliano Muretti, appena rieletto segretario generale della Filctem-Cgil, non ha fatto giri di parole per indicare il tema chiave del congresso provinciale che si è concluso venerdìnella sala conferenze del Borgo degli Ulivi, a Sorso, e che ha avuto anche un momento di dibattito importante con la presenza di amministratori locali, rappresentanti delle istituzioni, docenti universitari, esponenti delle aziende e del settore ambientalista.

Partire dal lavoro, dunque. «Dall'idea che solo attraverso la crescita degli occupati è possibile far decollare l'economia reale, quella fatta di buste paga. Mio figlio è in quinta elementare, all'inizio di quest'anno ha studiato che l'economia è l'insieme delle attività lavorative e che quelle economiche si dividono in tre settori: primario, secondario e terziario. Ha imparato che i settori dipendono l'uno dall'altro e che non ci sono servizi (il terziario) se non ci sono produzioni (il secondario). Un concetto semplice, che - visto come sono andate le cose - si impara troppo presto e poi si dimentica».

L’impegno della Filctem è quello di «contrattare il futuro industriale del territorio», una priorità cominciata con la lotta degli operai della Vinyls «che con la loro vertenza originale hanno contribuito ad alimentare le legittime aspettative di tutto il territorio, con l’obiettivo di valorizzare il lavoro e le speranze delle generazioni future».

Il congresso ha accolto totalmente - anche nel documento politico -, i contenuti della relazione del segretario e quanto emerso dal dibattito, dai contributi del segretario della Camera del Lavoro Antonio Rudas, di quello regionale di categoria Giacomo Migheli e della segreteria nazionale.

Così la Filctem-Cgil considera strategico - per il territorio e per la Sardegna - il protocollo sulla chimica verde (del 26 maggio 2011) e il piano concreto per le bonifiche nel Petrolchimico di Porto Torres «in modo che le aree rigenerate possano essere restituite e rese disponibili per nuove intraprese». In questo senso saranno attivate le iniziative adeguate per la stipula di un Accordo di programma che possa disciplinare la disponiblità di quei terreni per accogliere produzioni moderne e ad alto contenuto tecnologico nel rispetto dell’ambiente. I primi due impianti di chimica verde dovrebbero essere in funzione entro aprile. Un richiamo forte è stato rivolto alla Regione e al Governo nazionale, anche per quanto riguarda la realizzazione di un quinto gruppo a Fiume Santo, nell’ambito del Piano energetico regionale, «per permettere la piena integrazione delle fonti rinnovabili che attualmente rendono critica la gestione delle ormai satura rete elettrica sarda. L’obiettivo è creare massima disponibilità ed economicità energetica al servizio delle attività produttive». Tra le linee strategiche, per la Filctem c’è il progetto di metanizzazione (anche senza il Galsi) e una programmazione reale che consenta di concretizzare un vero rilancio del territorio. (g.b.)

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