Deiana: "Sui trasporti sarà una rivoluzione"

il neo assessore regionale pronto a ridiscutere le scelte cielo, terra e mare compiute finora: “I collegamenti devono diventare efficienti”

 SASSARI. L’allegra follia dei 150 imprenditori sardi che hanno rimesso in mare il traghetto autarchico di GoinSardinia diventa il simbolo della rivoluzione dei trasporti. Una ricetta che piace anche al nuovo assessore ai Trasporti Massimo Deiana. Formazione da accademico, mente pragmatica, l’assessore ha già tracciato la sua road map per far ricomparire nella geografia planetaria un’isola che non c’è. E si rimette tutto in discussione. Dal futuro della Saremar, alle sovvenzioni alle compagnie low cost. Dalla continuità territoriale alla convenzione con la Tirrenia. Una rivoluzione dei trasporti.

La missione impossibile. Deiana deve lavorare su due fronti. Da una parte spezzare l’isolamento in cui la crisi ha fatto precipitare la Sardegna. Le compagnie aeree e quelle di navigazione hanno tagliato le corse. Arrivare o partire è sempre più complicato. Dall’altra deve aprire sempre più l’isola al turismo, l’unica industria che continua a produrre utili. Ma la ripartenza è zavorrata da un sistema dei trasporti sempre più inadatto. «Partiamo dal presupposto che sono ancora in una fase di presa di coscienza di quello che è accaduto – spiega –. Trasporti e Turismo sono due assessorati comunicanti. Impossibile pensare che uno lavori senza una stretta sinergia con l’altro».

Il futuro. Il futuro di aerei e navi ha già un percorso tracciato. Se si mette in pillole il Deianapensiero si fa in fretta a capire che il nuovo assessore ha già un quadro molto preciso. Via la Flotta sarda, esperienza disastrosa, privatizzazione della Saremar, se dovesse superare la situazione drammatica dei suoi bilanci. Riapertura della convenzione con la Tirrenia. Ridiscussione dei rapporti con le compagnie low cost. Uno tsunami che sta per dare una scossa all’andamento troppo lento del sistema dei trasporti.

Il miracolo GoinSardinia. «Il modello di GoinSardinia lo osservo con grande interesse – spiega Deiana –. Nella sua eccezionalità è quasi elementare. Si basa sul principio dell’acquisto di pacchetti di posti con grande anticipo. Un tipo di contratto che è molto utilizzato in campo turistico e anche molto vantaggioso. Analizzeremo con l’assessore al Turismo Francesco Morandi questo fenomeno. Insieme cercheremo di sostenerlo in tutti i modi consentiti dalla legge».

L’Europa bastona. Il sistema trasporti deve fare una sorta di slalom tra i paletti che l’Unione Europea impone all’isola. «Siamo in pauroso ritardo con alcuni richiami arrivati dall’Europa – continua Deiana –. La prima enorme emergenza che dobbiamo affrontare riguarda la Flotta sarda. Deve restituire oltre 10 milioni di euro che secondo Bruxelles ha ottenuto in modo indebito dalla Regione. È inevitabile che questo crei una situazione drammatica nelle casse della Saremar (la società della Regione che controlla la Flotta sarda)». L’assessore non lo dice, ma se la compagnia dovesse restituire i 10 milioni di euro alla Regione andrebbe in fallimento. Un doppio caos perché in base alle leggi sul libero mercato imposte dall’Europa, la giunta Cappellacci doveva privatizzare la Saremar già tre anni fa. «So che era già stato individuato un advisor che doveva dare un valore alla Saremar – continua –. Con un buco da 10 milioni di euro nel bilancio il suo valore sarebbe pari a zero. In realtà si deve capire una cosa fondamentale, l’Europa è molto attenta, non si può pensare di aggirare i regolamenti. Le norme che disciplinano gli interventi pubblici nel mercato sono molto rigide».

Il flop della Flotta Sarda. Deiana boccia senza appello anche la Flotta sarda. «Vararla nei mesi estivi è stata una scelta azzardata – dice Deiana –. Prolungare il servizio in inverno è stato scellerato. Si è creato un buco incolmabile».

La convenzione Tirrenia. Il nuovo assessore fa capire di non essere troppo felice della convenzione Stato-Tirrenia, che ha messo nelle mani della Cin non solo la compagnia di navigazione di bandiera, ma anche le rotte. E per tenere unita la Sardegna alla penisola per tutto l’anno garantisce alla Tirrenia un contributo dallo Stato di 72 milioni di euro all’anno. «È difficile non vedere che in questo caso la partita è stata giocata male – spiega Deiana –. Posso dire che da subito si è attivato un dialogo ai massimi livelli tra Regione e governo, e sottolineo ai massimi livelli, per rimettere mano alla convenzione. Ma non dobbiamo prendere in giro le persone. Intervenire non sarà semplicissimo. Di fatto è un contratto, che scade nel 2020, tra due parti, lo Stato e la Cin, in altre parole la Regione è terza rispetto a questo accordo e la sua possibilità di intervento diretto è limitata. Noi entriamo a cose fatte. E dobbiamo farlo nei limiti che questo patto ci consente. Ma confermo il mio impegno per cambiare le cose». Continuità. Non solo mare, i trasporti passano sempre più sopra i cieli dell’isola. E anche il nuovo modello di continuità territoriale finisce sotto la lente di Deiana. «Condivido la scelta di applicare un’unica tariffa per residenti e turisti – spiega –. Attraversare un ponte in autostrada costa per tutti allo stesso modo. Non vedo perché attraversare i cieli debba avere un prezzo differente. Se poi vogliamo dire che non ci possiamo permettere di spendere 50 milioni all’anno per garantirla è un altro discorso. Ma come per la convenzione Tirrenia, anche in questo caso ci troviamo davanti a un accordo firmato nel 2013 che scadrà nel 2017. La nostra possibilità di intervento per il presente è limitata. Ma da ora possiamo lavorare a un sistema più funzionale per il futuro». Low cost e stop alle sovvenzioni. Del tutto differente è la situazione per le sovvenzioni che gli aeroporti danno alle compagnie low cost. Soldi che in realtà arrivano dalle casse pubbliche. E in questo caso Deiana fa capire che molto cambierà. «Per prima cosa ricordo a tutti che l’Europa ha già messo in mora l’isola per i contributi alle compagnie low cost – afferma –. Sono state aperte verifiche su diversi aeroporti europei, tra cui alcuni sardi, proprio sulle procedure di erogazione dei contributi alle compagnie. E l’Europa ci ha già detto che questo non è possibile. Dobbiamo aggiungere un altro aspetto. La norma regionale, la legge 10 del 2010, che regola l’accordo è scaduta alla fine del 2013, Era stata già sforacchiata da sentenze e richiami arrivati da Bruxelles. E non è più rinnovabile. Ora si dovrà studiare un meccanismo diverso che temo non preveda più questo tipo di pratiche. Secondo l’Europa sono aiuti che drogano il mercato e impediscono la concorrenza. E anche le compagnie dovranno avere un approccio diverso». Nessuna paura che le low cost lascino l’isola come più volte minacciato. «Il motivo è semplice – conclude –. Queste regole valgono per tutti gli aeroporti europei. È difficile che trovino qualche scalo pronto ad accoglierle. E se qualcuno ha prestato attenzione si percepisce come le compagnie low cost abbiano cambiato atteggiamento anche verso i passeggeri». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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