La Nuova Sardegna

Sassari

Condannati amministratori e tecnici

Pena uguale per tutti, venti mesi di reclusione, al termine di un processo durato cinque anni

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SASSARI. L’inchiesta sullo scoppio di via Cesare Battisti venne avviata subito dopo la tragedia. E a una settimana dalla tragedia, la procura della repubblica emise le prime comunicazioni giudiziarie, gli attuali avvisi di garanzia. I primi a finire nell’elenco degli inquisiti, furono i tecnici comunali e dell’officina del gas di via XXV Aprile che serviva la rete cittadina. Poi fu la volta degli amministratori comunali. Ci vollero però più di quattro anni per arrivare al processo di primo grado. E nel frattempo alcuni degli imputati erano finiti in carcere, anche se per breve tempo.

Il processo venne celebrato nell’aula della corte d’assise e sul banco degli imputati finirono Franco Meloni (sindaco all’epoca della tragedia), il suo predecessore Fausto Fadda, gli assessori comunali Pietro Era e Sandro Ribichesu, i dipendenti comunali Giovanni Piredda, Salvatore Boi e i responsabili dell’officina del gas Teodoro Cannella e Aldo Vaquer. Officina del gas che nel frattempo era stata chiusa perché obsoleta e pericolosa. Un processo brevissimo, una settimana, che si concluse con quattro condanne a un anno e otto mesi di reclusione con la condizionale per Fausto Fadda, Sandro Ribichesu, Giovanni Puiredda e Salvatore Boi, Assolti invece il sindaco Meloni, Pietro Era, Teodo Canne lla e Aldo Vaquer. Ma tre anni dopo la corte d’apppello modificò la sentenza e ritendo tutti responsabili,li coondannò a venti mesi di reclusione. Sentenza poi definitivamente confermata dalla Corte di Cassazione nel novembre del 1986. (p.s.)

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