La Nuova Sardegna

Sassari

I sardi invecchiano meglio grazie al buonumore

I sardi invecchiano meglio grazie al buonumore

Lo rivela una ricerca condotta dall'Università di Cagliari in collaborazione con la Southampton Solent University

27 maggio 2014
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SASSARI. Vivere in Sardegna? Oltre che longevi rende anche più felici. Gli anziani che abitano nell'isola sono meno depressi dei loro coetanei e hanno nel complesso una migliore salute mentale.

È quanto rivela una ricerca condotta dall'Università di Cagliari in collaborazione con la Southampton Solent University, nel Regno Unito, pubblicata sulla rivista Applied Research in quality of life.

Risultati che non stupiscono più di tanto in una regione che vanta la famiglia più longeva del mondo (a Perdasdefogu) e numerosi centenari, oltre ad aver avuto per qualche tempo il primato dell’uomo più vecchio del pianeta.

Gli studiosi hanno analizzato 191 anziani di età compresa tra i 60 e i 99 anni: alcuni sardi selezionati nelle zone con una maggiore prevalenza di centenari (Ogliastra, Barbagia, la città di Sassari) sono stati messi a confronto con coetanei provenienti dalle aree rurali della Lombardia, risultando in base ad alcuni test – tesi a valutare lo status mentale – meno depressi e maggiormente soddisfatti della loro vita.

Questo perché – ipotizza lo studio – in Sardegna gli anziani sono attivi più a lungo dal punto di vista fisico, si sentono maggiormente considerati all'interno del nucleo della famiglia e degli amici e rispettati dalle giovani generazioni.

«Il senso di benessere in rapporto all'età aumenta in particolar modo nelle zone rurali dell'isola – spiega Chiara Fastame, che ha condotto la ricerca – dove il mantenimento di un adeguato status sociale e l'attività fisica garantiscono una migliore salute mentale in età adulta».

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