La Nuova Sardegna

Sassari

Tutti i gioielli della città con Monumenti Aperti

di Pinuccio Saba
Tutti i gioielli della città con Monumenti Aperti

Sono 27 i siti che potranno essere visitati da sabato pomeriggio a domenica sera All’Asinara sarà possibile effettuare anche un percorso di trekking ambientale

29 maggio 2014
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PORTO TORRES. Una splendida cornice di alunni “ciceroni”, accompagnati dai loro docenti, ha riempito la sala consiliare ieri mattina per la presentazione della quarta edizione di Monumenti Aperti che si svolgerà sabato e domenica tra la città e il Parco nazionale dell’Asinara. Ventisette i siti che saranno visitabili sabato a Porto Torres, dalle 16 alle 20, con alcune interessanti novità rispetto alla scorsa edizione: la chiesetta di Balai Lontano che sorge sulla roccia dove, secondo la tradizione, furono decapitati i tre Martiri Turritani, la chiesa della Consolata, la Necropoli di Su Crucifissu Mannu che comprende ventidue sepolture ipogeiche, il Faro edificato nel 1966, la scuola elementare De Amicis con il rifugio antiaereo, le fornaci dell’area Ferromin. Altri siti cittadini aperti gratuitamente al pubblico la Basilica di San Gavino e la cripta, Atrio Metropoli e Comita, Cumbessias e sala Capitolare, chiesa di Balai vicino e ipogei, torre Aragonese, palazzo del Marchese, area archeologica di Turris Libisonis con Palazzo di Re Barbaro e domus di Orfeo, terme Maetzke, Domus dei mosaici, terme Pallottino, Ponte Romano, Antiquarium turritano, tombe ad arcosolio del Nautico, ipogeo e colombario di Tanca Borgona, Museo del Porto e nuraghe Nieddu. L’evento proseguirà domenica dalle 9 alle 20, sia all’Asinara che in città, con gli alunni di ogni ordine e grado che spiegheranno ai visitatori storia e tradizione di ogni monumento. Tra le novità da visitare all’interno dell’isola parco c’è la cappella austroungarica edificata nel 1916 dai soldati austroungarici durante il periodo di prigionia sull’isola dell’Asinara, l’Ossario costruito nel 1936 per garantire degna sepoltura ai prigionieri austroungarici morti di colera e tifo, il carcere di Campu Perdu che fa parte della colonia penale agricola istituita all’Asinara nel 1885. Ci sono poi le domus de janas di Campu Perdu risalenti al periodo preistorico di età neolitica e il vasto patrimonio floro-faunistico visitabile anche con un percorso di trekking. Tra le iniziative collaterali di sabato i balli itineranti del gruppo Intragnas, i concerti nella scuola De Amicis, l’esposizione di eco_bigiotteria nell’area archeologica, i cassintegrati che raccontano la lotta operaia nella torre Aragonese. «Questo evento ci consente di mettere in vetrina il nostro ingente e prezioso patrimonio culturale distribuito tra Porto Torres e l’Asinara – sottolinea il sindaco Beniamino Scarpa –, confermando l’indiscutibile valore educativo: i giovani hanno l’opportunità di affrontare un percorso didattico e un’esperienza sul campo che sono fondamentali per cominciare a conoscere e ad apprezzare il nostro patrimonio e per acquisire consapevolezza sull’importanza dei siti». Per l’assessore al Turismo Alessandra Peloso l’iniziativa è possibile grazie alla sinergia organizzativa tra enti e istituzioni, cooperative, associazioni e sponsor: «I ragazzi delle scuole diventano invece ambasciatori del futuro, spiegando con capacità e amore i tesori monumentali della città».

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