La diaspora dei bambini siriani
Giovedì la presentazione di un documentario in biblioteca
NULVI. Esiste una Turchia, tralasciata dai turisti e sconosciuta ai più, che corre lungo il doloroso confine con la Siria. E’ qui che inizia quella terra fertile e leggendaria chiamata Mesopotamia. Quella terra che sarebbe Kurdistan se la storia fosse andata diversamente e dove oggi convivono kurdi, turchi e arabi, con le loro tradizioni, con i loro colori.
La terra turca è divenuta l’approdo per migliaia di bambini, donne e uomini siriani che cercano rifugio dalla feroce guerra che sta dissanguando, ormai tre anni, il loro paese. Nel sud-est turco gran parte dei profughi siriani vive in condizioni disumane, in case disabitate e occupate. Non possiedono niente, solo un’immensa solidarietà gli uni con gli altri.
Sono moltissimi gli orfani e le vedove, ogni famiglia conta otto e più bimbi, di una meraviglia senza confini, perché i bambini siriani sanno insegnare cosa sia la generosità, la dignità, l’attenzione per il prossimo e la delicatezza dei modi di essere, di vivere, di aiutarsi a vicenda.
Vivono nella provvisorietà, nella disperazione, nel tempo sospeso delle loro vite che scorrono, affamati, sporchi di mesi, per cui la scuola è troppo lontana, troppo proibita e, con essa, un futuro diverso.
Dei bambini di Siria, perle scampate alla guerra, parlerà in un incontro promosso dall’associazione culturale “Su Sidhadu” e dalla Biblioteca comunale “Candida Mara” Maria Vittoria Pericu, una giovane volontaria di Ozieri (ma di mamma nulvese) che presenterà giovedì prossimo, 5 giugno, alle 19.30 nei locali della biblioteca, un piccolo ma significativo foto-racconto da lei stessa realizzato “Noi, noi siamo infinito” durante una delle sue ultime esperienze in quella parte di mondo in cui è difficile trovare cartoline.
Mauro Tedde
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