Viaggio nel litorale di Platamona, regno del mare blu e del degrado
Sulla spiaggia dei sassaresi abbondano macerie e sporcizia. Il litorale è una risorsa che si consuma tra indifferenza e sconforto - FOTO
SASSARI. Ormai il degrado comincia a prevalere sulla bellezza di un litorale. Avanza come una metastasi e fa avvizzire ogni cosa. Guardare la rotonda di Platamona con l’estate alla porte mette davvero tristezza. Volgi lo sguardo a sinistra, e ci sono i brandelli del Lido. Se ti volti a destra intravvedi i ruderi del Lido Iride. Alle spalle ci sono edifici rosicchiati dal vento e dalla salsedine e serrande arrugginite calate giù in segno di resa. L’unica prospettiva che si allontana dalla desolazione e dall’incuria è quella che guarda dritta verso il mare: vien da pensare che una mezzaluna di azzurro così è una risorsa immensa, ed è un peccato mortale sprecarla in questo modo.
Su certi luoghi il destino si diverte ad infierire. Sino a qualche mese fa si parlava di una rinascita del vecchio Lido di Platamona. Un giovane imprenditore, innamorato di questa fetta di litorale, aveva deciso di investire tutte le sue energie in un progetto che lui aveva ribattezzato New Lido. Nessuno slancio di megalomania, giusto le fondamenta di un piccolo sogno: un chiosco, un po’ di musica, delle attività di intrattenimento per bambini. Antonello Chironi, il seme per far rigermogliare il Lido, se l’era immaginato proprio così. E avrebbe dovuto cominciare le bonifiche del sito proprio ai primi di giugno. Purtroppo non ha fatto in tempo nemmeno a gettare la prima pietra, perché a soli 38 anni, è morto improvvisamente a causa di aneurisma fulminante. E sua moglie dovrà trovare una grande forza e un grande coraggio per portare a termine quel sogno appena abbozzato.
FOTO Tutte le immagini del degrado
Ogni cosa ormai dovrebbe essere rasa al suolo, nessuna struttura è più utilizzabile. Non la vecchia pizzeria, con le vetrate in frantumi e i legni marci. Non il bar che non esiste più. E neanche le cucine e i servizi, ormai abbrustoliti dall’incendio di un mese fa. Il Lido è da resettare e ricostruire da capo. Ora si presenta come un concentrato di degrado dentro un fazzoletto di sabbia, protetto da una recinzione svolazzante e posticcia. Per terra ci sono pezzi di legno, lastre di tetto, e mattonelle saltate via. La scritta “Degrado, solo degrado!”, campeggia sulla facciata del ristorante da Ernesto, mentre “Degrado Boom” compare sul chiosco di legno all’ingresso del Lido di Platamona. I sassaresi sono affezionati a questo luogo, chi ha più di trent’anni l’ha conosciuto in tutto il suo splendore e vien difficile sovrapporre quelle immagini della memoria all’attuale desolazione. Chi invece di anni ne ha più di cinquanta, ha vissuto anche l’età dell’oro di questo litorale, che aveva nel Lido Iride il suo cuore pulsante. Niente da invidiare alla riviera algherese, gli impianti balneari e i locali a quei tempi macinavano a tutto regime. E anche in questo caso sembra impossibile che quelle macerie che appassiscono al sole da decenni, possano custodire una storia simile.
E questa è il grande sortilegio che avvolge Platamona, una specie di bella addormentata nella pineta che nessuno ancora è riuscita a risvegliare. L’amministrazione di Sorso da decenni cerca di sbrogliare inutilmente la matassa del Lido Iride, tra crisi, burocrazia, promesse politiche, vincoli architettonici e imprenditori che se ne stanno alla larga. E la paura è che il nuovo sindaco di Sassari, per la sua fettina di sabbia di competenza, si ritrovi con un grattacapo più piccolo ma altrettanto rognoso. Anche il Lido di Platamona comincia ad avere i suoi anni, e il degrado fa presto a mettere radici difficili da estirpare.
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