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omicidio bacciu

Ieri in aula l’ultimo teste della difesa

SASSARI. Ha deposto ieri mattina nell’aula della corte d’assise l’ultimo teste del processo per il duplice omicidio di Buddusò nel quale rimasero uccisi Antonio Bacciu, 28 anni, e lo zio Giovanni...

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SASSARI. Ha deposto ieri mattina nell’aula della corte d’assise l’ultimo teste del processo per il duplice omicidio di Buddusò nel quale rimasero uccisi Antonio Bacciu, 28 anni, e lo zio Giovanni Battista di 69 (altri due fratelli del giovane scamparono miracolosamente all’agguato). Per quei fatti sono in carcere Salvatore Brundu, Giovanni Antonio Canu e Giovanni Manca (difesi dai legali Antonio Secci, Serena Luiu, Claudio Mastandrea e Speranza Benenati). La famiglia Bacciu è invece assistita da Lorenzo Soro e Pasquale Ramazzotti.

Ieri ha testimoniato un ex compagno di cella di Brundu, di Canu e di un altro detenuto (Gabriel Falloni) che era stato citato come teste qualche mese fa perché durante le indagini dichiarò al pm Carlo Scalas di essere stato picchiato da Canu, l’11 luglio, e prima ancora da un altro detenuto, Raimondo Muntoni, il 29 giugno. All’inizio non aveva saputo dare una spiegazione a queste aggressioni, poi al pm il testimone raccontò che potevano essere «collegate al fatto che io avessi sentito Giovanni Antonio Canu e Brundu su quella cosa», cioè su una circostanza collegata al delitto. Il teste di ieri, rispondendo alla difesa e smentendo in parte la versione di Falloni, ha spiegato di non aver mai sentito gli imputati parlare in cella del delitto e ha anche aggiunto che i muri erano talmente spessi che sarebbe stato impossibile riuscire a captare le conversazioni. Secondo la parte civile, però, il teste non sarebbe attendibile. (na.co.)

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