Contro il fisco vampiro a Usini si azzera la Tasi
Per compensare il minor gettito il Comune ha però aumentato l’addizionale Irpef L’assessore Carroni: ma le fasce più deboli saranno esentate da questa imposta
USINI. I cittadini di Usini per l’anno 2014 non pagheranno la Tasi. Lo ha stabilito l’amministrazione comunale, risultando uno dei pochi Comuni in Italia a non applicare questa tassa, escludendo così un balzello che avrebbe avuto ricadute sulle tasche dei cittadini. Perciòsi è deciso di non aumentare la pressione fiscale scegliendo di non applicare la nuova tassa introdotta con la legge di stabilità.
«La Tasi non verrà proprio istituita – ha detto il sindaco Peppino Achenza durante la seduta del consiglio comunale dove è stata ratificata la decisione a maggioranza (l'opposizione si è astenuta) –, pertanto i cittadini non la pagheranno e non avranno a che fare con questa nuova imposizione fiscale, a differenza della stragrande maggioranza dei Comuni italiani».
Per l’amministrazione comunale non è stata una decisione senza effetti. Per non applicare il tributo, infatti, la stessa maggioranza del consiglio comunale ha deciso di aumentare allo 0,6% l’addizionale comunale Irpef 2014, che dal 2002 era ferma allo 0,2%. «Alla somma di 186mila 800 euro riguardante la perdita di gettito complessiva che viene comunque operata sul fondo ministeriale di solidarietà comunale, si farà fronte per 130mila euro circa con la variazione dell’addizionale comunale all’Irpef, e per 55mila euro circa attraverso una ulteriore diminuzione della spesa corrente. Si è introdotta però una soglia di esenzione importante – sottolinea l’assessore al Bilancio Antonella Carroni –, tutti i cittadini al di sotto del reddito imponibile lordo di 10mila euro, non pagheranno nè Tasi né addizionale comunale Irpef. Quindi a non dover pagare sarà la fascia più debole dei cittadini che a noi sta particolarmente a cuore: pensionati al minimo, cassintegrati disoccupati e inoccupati. Non potevamo fare di più, purtroppo lo Stato ha introdotto la tassa sui servizi indivisibili per compensare i Comuni del minor gettito determinato dall’abolizione dell’Imu sulla prima casa, ma al contrario di questa, la Tasi avrebbero dovuto pagarla anche tutti coloro che una casa non ce l’hanno e che sono in affitto, oltre che i proprietari di seconde case e terreni edificabili».
«A pagare ora sarà chi almeno una busta paga ce l’ha ancora – sottolinea l’assessore Antonella Carroni –. Certo qualcuno potrebbe obiettare che a pagare sono sempre i soliti noti, ma l’alternativa sarebbe stata versare la Tasi il prossimo 16 giugno e il 16 dicembre, con molte complicazioni per i cittadini che avrebbero dovuto calcolarla e liquidarla».
«Invece la modalità di pagamento dell’addizionale comunale sui redditi delle persone fisiche – prosegue Antonella Carroni –, e il suo prelievo dalla busta paga è proporzionale al reddito di ciascuno.A pagare di più saranno perciò i redditi più alti, è questa una tassa socialmente più equa della Tasi, senza contare che il livello dei servizi sarà comunque garantito».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
