La Nuova Sardegna

Sassari

Un’università fusa col resto del mondo

di Gabriella Grimaldi
Un’università fusa col resto del mondo

È il progetto di Massimo Carpinelli, candidato rettore, che punta sui rapporti con la rete internazionale di ricerca

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SASSARI. Nel libro dei sogni c’è il Collegio di Merito, un’istituzione che accoglierebbe i migliori studenti delle scuole superiori con la copertura totale delle spese universitarie, alloggio gratuito e borse di studio. Ma soprattutto c’è il respiro internazionale con collegamenti alle grandi reti mondiali della ricerca e dell’innovazione. «Soltanto dando prestigio al nostro ateneo potremo sciogliere i nodi che le fanno segnare il passo, come la didattica e l’offerta di servizi». A parlare è Massimo Carpinelli, docente ordinario di Fisica nel Dipartimento di Chimica e Farmacia e candidato alla carica di rettore assieme ad altri quattro colleghi: Eraldo Sanna Passino, Giuseppe Pulina, Marco Vannini ed Andrea Montella.

Scienziato di fama internazionale, Carpinelli è nato nel 1964 a Benevento ma si è formato a Pisa dove ha insegnato a lungo la fisica delle particelle e dove è diventato professore associato. La cattedra di ordinario invece l’ha ottenuta a Sassari dove insegna dal 2006 e dove è stato preside della facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche dal 2010 al 2012. È forte di un curriculum di alto profilo in cui la “mediana” delle sue pubblicazioni, una sorta di misurazione della qualità delle ricerche stabilita dal ministero, è più alta della media di 20 volte. «Ritengo di avere i numeri per ricoprire questo incarico – ha detto Massimo Carpinelli – perché sono abituato da sempre a lavorare in grandi gruppi di ricerca formati da centinaia di persone di diverse nazionalità che operano ciascuna con il proprio ruolo ma tutte proiettate verso un obiettivo comune. Con questa metodologia mi appresterei a riorganizzare l’università di Sassari, unico e solo motore economico del Nord Sardegna».

Punti d’arrivo facili da condividere ma, come lui stesso ammette, più lontani a causa di una congiuntura estremamente sfavorevole. «Il mio programma si ispira a un principio semplice e ineludibile: l’università turritana deve riappropriarsi con forza del suo ruolo propulsivo al servizio dello sviluppo culturale ed economico del territorio sardo e non deve cadere nella tentazione di ripiegarsi su se stessa: è invece proprio questo il momento di accogliere tutte le sfide del presente con generosità e abnegazione, consapevoli del ruolo cruciale che il nostro ateneo ricopre nel futuro dell’intera regione».

Ma il programma di Massimo Carpinelli si concentra molto anche sull’idea di Sassari come città punto di riferimento per gli studenti che arrivano da fuori, con servizi che siano appetibili sia nella didattica, dove maggiormente si riscontrano le criticità, sia nell’accoglienza di tipo alberghiero. «Il cardine del mio progetto – dice Carpinelli – è la piena attuazione del diritto allo studio, da garantire attraverso una maggiore integrazione col mondo della scuola e del lavoro e il miglioramento dei servizi agli studenti e dell’offerta didattica. Anzitutto dobbiamo arginare la dispersione scolastica che in Sardegna è altissima e incentivare il più possibile le immatricolazioni dal resto della Regione. Il dato degli studenti che abbandonano l’iter universitario prima della laurea è preoccupante, così pure quello degli studenti fuori corso». Carpinelli parla anche di una carta vincente che la città non può non sfruttare e cioè la sua dimensione a misura d’uomo. «Questa è la premessa giusta per raggiungere uno standard di eccellenza nei servizi agli studenti che porti a incrementare rapidamente le iscrizioni e a innescare un circolo virtuoso che innalzerà i parametri dell’ateneo e farà crescere anche i finanziamenti dello Stato che come si sa contengono una parte di cosiddetta premialità».

Il candidato rettore ha anche affrontato il tema della ricerca «vero cuore pulsante dell’università». Il proposito sarebbe quello di incentivare con ogni mezzo la ricerca di base e la ricerca applicata, portando allo stesso livello di eccellenza tutte le aree dell’ateneo «in una prospettiva di forte sinergia e collaborazione che consenta di mettere da parte «i vecchi schemi particolaristici». Quelli che ancora minacciano molti settori dell’università come ad esempio quello dell’assistenza ospedaliera: «Un ambito – conclude Carpinelli – che va curato per garantire ai medici di poter svolgere la missione di didattica, ricerca e assistenza nel migliore dei modi».

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