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Sassari

Come si svuota il conto del caro estinto

Come si svuota il conto del caro estinto

Sedici eredi alle prese con una somma da dividere. Non rientra tra i compiti della banca quantificare le singole quote

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Vorrei sapere se è esatta, e se è l’unica percorribile, la prassi indicatami dalla banca per entrare in possesso della quota ereditaria di un conto corrente. Dopo essere stata informata del decesso del parente, loro correntista, aver ricevuto la copia della successione e i dati anagrafici di tutti gli eredi, la banca vorrebbe versare l’intero importo su un nuovo conto corrente cointestandolo a tutti gli eredi che sono...16. L’istituto di credito vorrebbe, insomma, che fossimo noi eredi ad “arrangiarci” per la suddivisione delle quote. Poiché la filiale conosce sia l’esatto importo da dividere sia la quota spettante ad ogni erede, abbiamo chiesto che provvedesse a quantificare le quote e provvedere ad emettere un assegno nominativo per ogni erede. Questo permetterebbe a una decina di persone di ritirare contanti. Ogni singola quota, essendo intestata direttamente a chi di spettanza, possa essere ritirata con comodo, in base ai propri impegni ed oltretutto non sarebbe aggredibile da terzi nel caso uno o più eredi fossero destinatari azioni atte al recupero di crediti. La proposta della banca è molto da Ponzio Pilato.

La prassi “normale” per ottenere le somme dovute agli eredi è la seguente: registrazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate e pagamento della relativa imposta; atto di notorietà (non tutte le banche accettano l’equivalente dichiarazione sostitutiva) che indichi le generalità del defunto, la data di morte, l’esistenza o meno di testamento; generalità complete degli eredi con relativo grado di parentela e la quota a ciascuno spettante. Sarà, poi, necessaria la presenza di tutti gli eredi per la riscossione delle somme (anche con richiesta di assegni) o la procura da parte degli eredi ad uno di essi perché riscuota anche le somme degli altri con espresso esonero della banca da qualsiasi responsabilità.

Non rientra tra i compiti della banca quantificare la quota spettante a ciascun coerede e quindi provvedere direttamente all’emissione degli assegni. Sembra, peraltro, irragionevole obbligare gli eredi ad aprire un nuovo conto corrente cointestato a tutti perché se è prevista la possibilità di attingere al conto separatamente, ciascuno può prosciugarlo; se al contrario è prevista la firma congiunta la situazione si complica ancora.

Ufficio studi del Consiglio notarile dei distretti riuniti di Sassari, Nuoro e Tempio Pausania

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