La Nuova Sardegna

Sassari

Università, un futuro senza orticelli

di Gabriella Grimaldi
Università, un futuro senza orticelli

Il candidato rettore Eraldo Sanna Passino parla del grande cambiamento di mentalità necessario per lo sviluppo

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SASSARI. «In fondo per fare un vero salto qualitativo basterebbe copiare dalle grandi università. Partendo magari dal controllo sulla congruità fra le lauree triennali e quelle magistrali in modo che non ci siano doppioni. E in modo che l’offerta formativa diventi logica e appetibile». È sempre dalla didattica che si parte quando si pensa a un progetto per il futuro dell’ateneo turritano e infatti riguarda proprio la rivisitazione della quantità e della qualità dei corsi uno dei punti principali del programma presentato dal candidato rettore Eraldo Sanna Passino. Nato a Oristano nel 1962 Sanna Passino dal 2007 è professore ordinario di Patologia chirurgica veterinaria nel Dipartimento di Veterinaria e ricopre la carica di direttore sanitario dell’ospedale didattico veterinario.

Attualmente è componente del consiglio di amministrazione dell’ateneo sassarese, fa parte del comitato scientifico della Società Italiana delle Scienze Veterinarie e della Società Italiana di Chirurgia Veterinaria di cui è presidente. Ha all’attivo numerose pubblicazioni scientifiche a livello nazionale e internazionale.

Ha anche partecipato in prima persona alla “riabilitazione” della ex facoltà di Veterinaria che, prima dell’ispezione di un organismo europeo (Eaeve) per la certificazione dei livelli qualitativi dei dipartimenti di Veterinaria, aveva quasi rischiato la chiusura per mancanza dei requisiti minimi. «Il percorso che abbiamo fatto noi – dice Eraldo Sanna Passino – può essere ripetuto per altri corsi o dipartimenti. La condizione è ovviamente che queste valutazioni vengano fatte da enti terzi e non da organismi interni all’ateneo. In questo modo rischiamo l’isolamento».

Quindi spazio alle performance di eccellenza che non mancano ma che devono essere condivise il più possibile «superando le piccole a grandi invidie e le rivalità tra istituti. Spesso non sappiamo cosa fanno i nostri colleghi i quali magari nel frattempo stanno coltivando rapporti interessanti con altri atenei. Ci vuole un lavoro di squadra per ottenere qualunque tipo di risultato».

Ma, nonostante la formazione scientifica, Sanna Passino sottolinea che l’università di Sassari deve mantenere alto il suo carattere “generalista”. «Ci vuole attenzione al ruolo sociale del nostro ateneo e quindi, nel mio programma non saranno lasciate da parte le discipline umanistiche che a Sassari vantano una lunga e importante tradizione».

Naturalmente non si può prescindere dall’aspetto economico, soprattutto dai tagli che l’università di Sassari, come peraltro le altre italiane, ha subito negli ultimi anni. «Tutti i progetti, da quelli in edilizia, a quelli riguardanti il reclutamento del personale, a quelli relativi all’accoglienza degli studenti, devono essere realizzati a medio e lungo termine tenendo presente sempre il fattore della sostenibilità. Alcune scelte saranno dolorose ma è necessario e urgente sviluppare settori che si occupino costantemente di reperire risorse non soltanto in Regione ma con progetti da finanziare attraverso fondi europei».

Infine, la vera sfida, secondo il programma che il candidato rettore ha presentato in più occasioni, è quella di cambiare la mentalità di tutte le persone che operano all’interno dell’ateneo «ma le speranze non mancano e anche la presenza di cinque candidati alla carica di rettore testimonia di una importantissima voglia di partecipare al cambiamento». Gli altri quattro che martedì 17 si sfideranno alle urne sono Giuseppe Pulina, Marco Vannini, Andrea Montella e Massio Carpinelli. Il 25 giugno si terrà l’eventuale ballottaggio, ampiamente previsto. Alle votazioni possono partecipare i docenti e il personale tecnico-amministrativo.

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